"Sarebbe opportuno distinguere tra continuità territoriale per le merci e per i passeggeri, perché le esigenze sono completamente diverse"
Antonio Musso, ad Gruppo Grendi, dice a Telenord: "Tutti i pannelli sono stati interessanti, ma in particolare due ci hanno coinvolto direttamente, perché ci vedono maggiormente presenti, soprattutto in Sardegna. Il primo tema riguarda lo sviluppo dei porti sardi. Noi operiamo una linea marittima esclusivamente merci tra la Sardegna e il Nord Italia, con scali a Olbia e Cagliari. Per noi i porti rappresentano un punto fondamentale di giunzione, qualcuno li ha definiti giustamente l’anello vitale della catena logistica. Attraverso lo sviluppo di questi porti siamo riusciti a far crescere la nostra linea marittima, ottenendo risultati di grande soddisfazione. La Sardegna rappresenta per Grendi il core business da quasi novant’anni; negli ultimi due o tre anni siamo passati da un servizio bisettimanale a un servizio giornaliero. Come ha ricordato anche il dottor Testi, nella continuità territoriale la frequenza e la regolarità del servizio sono elementi fondamentali".
Container - "Il secondo tema riguarda lo sviluppo del porto internazionale container. Si tratta per noi di un’attività relativamente nuova, dato che storicamente abbiamo una matrice più domestica. Inizialmente ci siamo occupati solo dell’attività terminalistica, mentre negli ultimi anni abbiamo sviluppato un nuovo prodotto: una sorta di transhipment 2.0. Questo modello non si limita al semplice trasferimento dei container da una nave all’altra, ma include anche la consegna dei contenitori al mercato finale. Nel caso di Cagliari, la posizione geografica – grazie alla vicinanza con il Nord Africa – rende il porto una piattaforma logistico-distributiva particolarmente competitiva. È un prodotto che sta funzionando molto bene e che ha convinto armatori primari, come Maersk, il secondo operatore mondiale, oltre ad altri, a scegliere Cagliari come piattaforma di distribuzione per questi mercati. Riteniamo che questa sia una possibile via di crescita per la piattaforma intermodale di Cagliari: il grande transhipment tradizionale, oggi, probabilmente non sarebbe più realizzabile, mentre questo servizio di nicchia trova tutte le condizioni necessarie per svilupparsi".
Continuità territoriale - "Il tema della continuità territoriale rappresenta il nostro core business. Come spiegato chiaramente dal dottor Testi, sarebbe opportuno distinguere tra continuità territoriale per le merci e per i passeggeri, perché le esigenze sono completamente diverse. Dal nostro punto di vista, per il trasporto merci gli elementi fondamentali sono la frequenza e la regolarità del servizio: solo così è possibile organizzare una catena logistica efficiente ed economicamente sostenibile. Le linee marittime devono quindi rispondere alle esigenze delle merci, non a quelle dei passeggeri. Nel caso specifico, il principale mercato delle merci è il sud della Sardegna: per questo le linee dovrebbero arrivare direttamente nel Sud dell’isola, ottimizzando la tratta marittima. Per i passeggeri, invece, viene privilegiata la rotta più breve. Il prezzo, pur importante, non è l’elemento decisivo nel trasporto merci. Un servizio meno efficiente, anche se apparentemente più economico, finisce per costare di più rispetto a un servizio leggermente più caro ma molto più efficiente".
Tipologie di merci - "Un ulteriore aspetto fondamentale, soprattutto se si ipotizzano interventi di sostegno pubblico alla continuità territoriale, è la distinzione tra le diverse tipologie di merci. La Sardegna produce principalmente materie prime a basso valore aggiunto, che hanno maggiori difficoltà a sostenere i costi di trasporto. Queste attività – estrattive, agro-produttive o alcune lavorazioni – dovrebbero essere sostenute per favorire lo sviluppo economico dell’isola".
Diverso è il caso del prodotto standard o finito, destinato direttamente al consumatore: per questo tipo di merci non riteniamo necessario un sostegno pubblico, poiché i costi di trasporto verso la Sardegna sono paragonabili a quelli di altre regioni italiane. In molti casi, ad esempio, un trasporto Milano–Cagliari costa meno di un Milano–Roma, grazie a una buona ottimizzazione dell’intera catena logistica.
