Lodi: "Serve chiarezza sulle competenze tra Comune e Regione"
La Regione Liguria respinge le critiche sull’azione in materia di tossicodipendenze, rivendicando l’impegno economico e istituzionale già messo in campo. A rispondere alle dichiarazioni della sindaca Silvia Salis è stato l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, che ha chiarito la posizione dell’ente.
“La Regione non sta facendo abbastanza? Abbiamo stanziato 15 milioni di euro proprio per le dipendenze”, ha affermato Nicolò, sottolineando anche il ruolo della Liguria nel coordinamento nazionale sul tema, in qualità di referente del tavolo interregionale.
L’assessore ha richiamato inoltre l’ultima riunione svolta in Prefettura sull’emergenza sicurezza e dipendenze, definendo il tema “prettamente comunale” sul piano delle competenze operative, pur nella necessità di una collaborazione tra istituzioni.
Sul fronte sanitario, Nicolò ha spiegato che la Regione ha già dato disponibilità a supportare il sistema di accoglienza con posti dedicati nelle strutture. “La Regione sta facendo la sua parte”, ha aggiunto, respingendo l’ipotesi di inerzia.
Infine, una precisazione sul piano politico: “Non c’è alcun motivo per fare scaricabarile. Quando non si riescono ad affrontare come si dovrebbe alcune questioni, non siamo noi a tirarci indietro, ma non vogliamo nemmeno essere indicati come responsabili di problemi che, tecnicamente, sono di competenza comunale”.
La replica del Comune - "Serve chiarezza sulle competenze tra Comune e Regione in materia di dipendenze e servizi sociosanitari", afferma l’assessora al Welfare di Genova Cristina Lodi, intervenendo dopo le dichiarazioni dell’assessore regionale Nicolò.
Lodi ricorda che «la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle dipendenze rientrano nei LEA e quindi nelle competenze della Regione», mentre il Comune ha rafforzato i servizi di bassa soglia e accoglienza notturna per le persone con tossicodipendenze, andando «oltre le proprie responsabilità».
Sui fondi regionali, l’assessora osserva: «Nonostante l’impegno degli operatori Ser.D, oggi la ricaduta sui quartieri non è ancora percepibile». E sottolinea la necessità di un sistema più ampio: «Servono reti integrate, presidi diffusi e servizi di disintossicazione facilmente accessibili».
«Il Comune non si è mai tirato indietro», aggiunge, ricordando anche l’apertura di un tavolo sociosanitario, ma evidenziando che «è necessario un segnale più forte da parte della Regione, soprattutto sui servizi di bassa soglia».
Infine l’appello alla collaborazione: «Non è scaricabarile, ma una responsabilità condivisa. Solo lavorando insieme si possono dare risposte concrete alle fragilità e migliorare anche la sicurezza percepita in città». Lodi propone anche un sopralluogo con l’assessore Nicolò nelle aree più critiche del centro storico.

