Invettiva anticattolica di Ilaria Gibelli, il centrodestra chiede la revoca del contratto alla consulente LGTBQIA+ del Comune

"Non possiamo tollerare che una figura pagata con soldi pubblici per promuovere l'inclusione utilizzi i propri canali per diffondere odio e pregiudizi”

Scoppia il caso politico a Genova attorno alla consulente comunale Ilaria Gibelli. Il centrodestra unito ha presentato una richiesta formale di revoca del contratto dopo alcune dichiarazioni pubblicate sui social, ritenute offensive nei confronti dei cattolici. Il documento porta le firme di Alessandra Bianchi (Fratelli d’Italia), Paola Bordilli (Lega), Ilaria Cavo (Noi Moderati-Bucci-Orgoglio Genova), Antonino Gambino (Gruppo Misto), Mario Mascia (Forza Italia) e Pietro Piciocchi (Vince Genova).

Accuse – Al centro della polemica, alcune espressioni utilizzate dalla professionista, che avrebbe definito partiti e ambienti cattolici come “omofobi, transfobici, razzisti, islamofobi e maschilisti”. Parole giudicate “gravissime” dai gruppi di opposizione, che parlano di discriminazione e attacco a una parte della cittadinanza.

Richiesta – “Non possiamo tollerare che una figura pagata con soldi pubblici per promuovere l'inclusione utilizzi i propri canali per diffondere odio e pregiudizi”, dichiarano i rappresentanti del centrodestra. Da qui la decisione di chiedere ufficialmente la revoca dell’incarico.

Critiche – Secondo i firmatari della richiesta, il comportamento della consulente sarebbe incompatibile con il ruolo ricoperto. “È un attacco scomposto che calpesta la dignità di una vasta fetta di cittadinanza e rivela una chiara incompatibilità con il ruolo affidato”, si legge nella nota congiunta.

Silenzio – Nel mirino anche la mancata presa di posizione dell’amministrazione comunale. “Ci saremmo aspettati una presa di distanza da parte della sindaca, che non c’è stata”, sottolineano i capigruppo, criticando anche il successivo intervento della stessa Gibelli, ritenuto insufficiente a chiarire la vicenda.

Ruolo – La questione, spiegano, riguarda non solo le dichiarazioni ma anche la funzione pubblica ricoperta. “Come consulente dovrebbe agevolare l’inclusività, non permettersi toni discriminatori”, ribadiscono.

Prossimi passi – La richiesta è stata formalizzata con un documento inviato al Comune. Il centrodestra attende ora una risposta ufficiale da parte della sindaca, mentre il caso resta aperto sul piano politico e istituzionale.


22/04/2026
C.N