Ministro: "Disponibilità a valutare soluzioni progettuali alternative che possano risultare di più immediata realizzazione e meno invasive"
Si riaccende il confronto sulla realizzazione della Gronda di Genova, una delle opere infrastrutturali più discusse del Paese. In Senato, durante il question time, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha fatto il punto sull’iter del progetto: "La gronda di Genova è un intervento infrastrutturale di particolare complessità, con una storia ultra decennale alle spalle, il Ministero sta attendendo che il concessionario Autostrade per l'Italia consegni i progetti esecutivi aggiornati, dopo i cambiamenti legislativi conseguenti al crollo del ponte Morandi".
"Al fine di accelerare la realizzazione dell'opera, sono in corso approfondimenti progettuali volti a consentire una realizzazione per fasi successive attraverso l'individuazione in Lotti funzionali, così da garantire una più efficace gestione dell'opera anche in termini di sostenibilità e cantieri per i cittadini genovesi e liguri", ha spiegato il ministro sottolineando che in Liguria sono "oggi aperti cantieri per circa 21 miliardi di euro fra strade, autostrade, ferrovie e porti".
"Il Mit ha manifestato - conclude Salvini - la disponibilità a valutare soluzioni progettuali alternative che possano risultare di più immediata realizzazione e meno invasive. Resta fermo che ogni eventuale revisione dovrà avvenire nell’ambito di un confronto istituzionale, con il necessario consenso del Comune di Genova"
Di segno opposto le critiche delle opposizioni. La senatrice di Italia Viva Raffaella Paita ha definito la Gronda “una vergogna nazionale”, accusando il governo di ritardi e cambi di rotta continui che, a suo giudizio, rischiano di azzerare anni di progettazione.
Sulla stessa linea la senatrice Annamaria Furlan, che ha denunciato una situazione di stallo per le infrastrutture liguri, citando anche altri progetti come il tunnel della Val Fontanabuona e il Terzo Valico. “È come il gioco dell’oca”, ha affermato, sottolineando come ogni revisione progettuale finisca per far ripartire l’iter da capo, con ricadute negative su cittadini e imprese.

