Il caso politico di Rapallo continua a tenere banco e, nelle ultime ore, si è arricchito di nuovi passaggi che però non hanno ancora sciolto i nodi della crisi. Si è infatti svolto un confronto a distanza tra le forze del centrodestra, chiamate a fare chiarezza sulla richiesta di sfiducia alla sindaca Elisabetta Ricci, un tema che da giorni domina il dibattito cittadino. L’incontro, sollecitato dai livelli regionali dei partiti, si è concluso senza decisioni operative, confermando una situazione ancora sospesa.
Dalla riunione non è infatti emersa una linea condivisa. Resta sullo sfondo una proposta avanzata da Forza Italia, che ipotizzerebbe un rimpasto di giunta con l’ingresso di nuovi assessori e l’assegnazione del ruolo di vicesindaco. Un’ipotesi che la sindaca si sarebbe riservata di valutare, ma che, secondo molti, risponderebbe più alle pressioni della politica regionale e nazionale che a una reale strategia amministrativa per la città.
Nel frattempo, la maggioranza starebbe esplorando un percorso diverso per superare la fase di stallo. L’idea è quella di costruire un accordo programmatico limitato con alcuni consiglieri di opposizione che hanno già escluso la possibilità di votare la sfiducia. Un’intesa mirata a portare a termine interventi considerati prioritari e condivisi, come l’operazione di acquisto del complesso immobiliare degli Emiliani, lasciando sullo sfondo le dinamiche di schieramento.
A complicare ulteriormente il quadro, negli ultimi giorni hanno iniziato a circolare indiscrezioni su una presunta iniziativa della Prefettura, con riferimenti a una lettera che solleciterebbe la convocazione immediata del Consiglio comunale e aprirebbe, in caso di numeri favorevoli alla sfiducia, la strada a elezioni anticipate. Voci che hanno contribuito ad alimentare tensioni e nervosismi, ma che non hanno trovato conferme ufficiali.
Quel che è certo è che la convocazione del Consiglio comunale per discutere la sfiducia verrà annunciata a breve, probabilmente già nelle prossime ore. La data più probabile resta mercoledì 4 marzo, ultimo giorno utile per la votazione e comunque successivo al 24 febbraio. Un dettaglio tutt’altro che secondario: anche nell’ipotesi di commissariamento, infatti, il calendario porterebbe non a un ritorno alle urne immediato, ma alle elezioni amministrative nella primavera del 2027.
Una partita ancora aperta, dunque, in cui alle manovre politiche si intrecciano tempi tecnici e strategie, mentre la città resta in attesa di capire quale sarà il futuro della sua amministrazione.
