25 Aprile, lite in Regione. Balleari cita Benedicta e Porzus: "Anacronistico parlare di fascismo e antifascismo". Opposizioni: "Offesa Resistenza"

Sindaca Salis: "Non capisco in che modo sia alternativo celebrare la Resistenza e la Liberazione e il guardare avanti. Non è che un'azione impedisce l'altra"

Seduta solenne tesa in Consiglio regionale della Liguria alla vigilia del Festa della Liberazione, con uno scontro politico acceso tra maggioranza e opposizioni dopo l’intervento del presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari.

Nel suo discorso, Balleari ha richiamato la necessità di affrontare la memoria storica “nella sua interezza”, sottolineando la complessità del periodo della Resistenza. Ha citato episodi emblematici come la Strage della Benedicta, in cui 154 persone furono uccise dalle forze naziste con la collaborazione fascista, e l’Eccidio di Porzûs, che vide partigiani uccidere altri partigiani sulla base dei diversi orientamenti.

"Nel celebrare oggi questa ricorrenza, siamo chiamati non solo a ricordare, ma ad avere il coraggio della verità storica, tutta intera. Quel periodo fu segnato da una straordinaria tensione morale, ma anche da profonde divisioni. Fu una stagione complessa, attraversata da visioni diverse, da contrasti e, talvolta, da drammatiche contrapposizioni interne. Accanto agli atti di coraggio e ai sacrifici che portarono alla liberazione del Paese, vi furono anche pagine tragiche che non possono essere rimosse. Da un lato, episodi come la strage della Benedicta, sull'appenino ligure tra Genova e Alessandria, dove 154 persone morirono per mano delle forze naziste, con la collaborazione del fascismo repubblicano. Un massacro che rappresenta in modo chiaro la brutalità della repressione e il prezzo altissimo pagato da tanti italiani. Dall'altro lato, non possiamo ignorare l'eccidio di Porzûs, sulle prealpi friulane, dove partigiani appartenenti a formazioni diverse si trovarono contrapposti. In quella circostanza, un gruppo di partigiani uccise altri partigiani, in un contesto segnato da profonde divisioni politiche e ideologiche".

"Una pagina dolorosa - ha detto Balleari -, che testimonia quanto quella stagione fosse complessa e segnata anche da conflitti interni. Due pagine profondamente diverse tra loro, ma entrambe figlie di una stagione in cui la guerra portò con sé odio, radicalizzazione e perdita di umanità".

Al termine della seduta solenne Balleari ha aggiunto: "Ogni anno siamo qua con un po' di tensione" perché "ci sono divisioni che vengono tirate in ballo. Continuare a parlare di fascismo e antifascismo oggi sembra anacronistico. In quest'ottica si finisce per avere scontri che non portano buoni risultati da nessuna parte"

Le sue parole hanno provocato una dura reazione delle opposizioni — Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Lista Orlando Presidente — che hanno abbandonato l’aula prima della conclusione della seduta.

Opposizioni all'attacco - In una nota congiunta, i gruppi di minoranza hanno definito l’intervento “una grave offesa alla memoria della Resistenza”, accusando Balleari di aver proposto “una narrazione revisionista e assolutoria dei crimini del fascismo”.

"Il 25 Aprile non è una ricorrenza qualsiasi. È il giorno in cui l'Italia celebra la Liberazione dal nazifascismo, il sacrificio di chi ha lottato per restituirci libertà, dignità e democrazia. È una data fondativa della nostra Repubblica, che dovrebbe unire e non dividere. Per questo esprimiamo il nostro sincero disgusto per quanto avvenuto durante il Consiglio solenne della Regione Liguria. Le parole del presidente del Consiglio Stefano Balleari rappresentano una grave offesa alla memoria della Resistenza, con interventi che hanno distorto il senso storico del 25 Aprile, alimentando una narrazione revisionista e assolutoria dei crimini del fascismo". Così i Gruppi di opposizione in consiglio regionale Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Lista Orlando Presidente e Movimento 5 Stelle dopo quanto accaduto oggi nel consiglio solenne per il 25 aprile.

    "Non è accettabile che, proprio nel giorno in cui si ricorda la lotta contro il fascismo, non solo si scelga di polemizzare selettivamente contro una parte di quella storia, ignorando il contributo plurale e decisivo delle forze antifasciste che hanno reso possibile la nascita della democrazia italiana, ma addirittura si arrivi ad affermare che l'antifascismo è anacronistico - prosegue la nota -. Ad essere anacronistico non è l'essere antifascisti, ma il fatto che chi non riesce a prendere con chiarezza le distanze dal fascismo presieda l'Assemblea legislativa della Liguria. Oggi, più che mai, il significato del 25 Aprile è difendere la Costituzione, la democrazia e i valori antifascisti su cui si fonda la nostra Repubblica. Su questo non può esserci alcun passo indietro".

Sindaca Salis: "Non è alternativo guardare avanti e celebrare il 25 aprile" - "Non capisco in che modo sia alternativo celebrare la Resistenza e la Liberazione e il guardare avanti. Non è che un'azione ti impedisce l'altra". A dirlo, a margine di un incontro con gli studenti a Villa Migone, dove nel 1945 venne firmata la resa dei nazisti al Comitato di liberazione nazionale, la sindaca di Genova Silvia Salis. "Di solito questo tipo di considerazioni vengono da quelli che magari vogliono celebrare anche i morti di Salò - ha detto - oppure da quelli che ritengono la Resistenza e la Liberazione argomenti divisivi. Ecco, noi non lo riteniamo. Pensiamo che si possano fare entrambe le cose senza nessun problema. Poi se a qualcuno questo dà fastidio ce ne faremo una ragione".

FdI a difesa di Balleari- Il gruppo consiliare di FdI difende con compattezza il presidente Balleari: "Parlare di ‘offesa alla Liberazione’ è semplicemente falso. Nessuna revisione, nessuna assoluzione è avvenuta oggi in aula.  Il Presidente Stefano Balleari ha ribadito con chiarezza la condanna di ogni totalitarismo e il valore fondativo del 25 aprile per la democrazia italiana. Le opposizioni, invece di entrare nel merito, preferiscono deformare le parole e costruire polemiche ideologiche. Ricordare che quella stagione fu complessa, segnata anche da divisioni e tragedie interne, non significa revisionismo: significa rispetto della verità storica. Chi oggi parla di unità dovrebbe evitare di usare il 25 aprile come strumento di scontro politico e accettare il pluralismo che la nostra Costituzione garantisce.  La libertà non appartiene a una parte. E non si difende con le falsità".


23/04/2026
R.P.