Sul fronte politico, ribadita netta contrarietà alle primarie: "Non andrei a votare, Conte e Schlein oltretutto a Genova mi sostengono..."
Silvia Salis, ospite di Fabio Fazio a 'Che tempo che fa' sulla Nove, rivendica il valore politico della vittoria genovese, definendola una formula “riproponibile su scala nazionale”, ma chiarisce subito la sua priorità: “voglio dimostrarmi brava come sindaca di Genova”. Ma soprattutto lancia un messaggio agli investitori: “Questo è il momento per investire a Genova”, tra grandi opere in arrivo e nuove opportunità. "Chi investe oggi si prende i posti migliori - sottolinea - perché la città è destinata a crescere molto nei prossimi anni. Venite a investire, a vivere a Genova".
Sul fronte politico interno, esprime una netta contrarietà alle primarie, considerate strumenti che dividono: "Non andrei a votare, Conte e Schlein oltretutto a Genova mi sostengono... meglio “parlare di programma” ed evitare di “dividersi fino all’irrilevanza”, citando ironicamente una vecchia imitazione di Bertinotti fatta da Corrado Guzzanti. Anche di fronte a tensioni nel campo progressista, invita al pragmatismo: “quando sei al governo devi essere veloce nel trovare sintesi”, concentrandosi sugli obiettivi più che sulle differenze, perché l’alternativa è “stare all’opposizione”.
Al centro dell’agenda mette il lavoro e le nuove povertà: cresce il ricorso alle mense sociali e “anche chi lavora non riesce più a fare la spesa”. Casa, occupazione e rischio di scivolare nella povertà sono le emergenze da affrontare.
Sui diritti, rivendica una posizione laica: “le istituzioni devono essere laiche”, sottolineando che alcune realtà familiari “esistono” al di là delle posizioni ideologiche. E attacca la destra, accusandola di non aver saputo tutelare né diritti né lavoro.
Guardando allo sviluppo della città, lega il tema industriale – come l’ex Ilva – al “diritto al lavoro” e punta sulla formazione per colmare la carenza di figure specializzate, in particolare nel porto.

