Genoa: addio a Osvaldo Bagnoli, il mister del quarto posto e di Anfield Road. La società: "Ci hai preso per mano e fatto solcare i cieli d'Europa"

Vinse lo scudetto con il Verona. Il club rossoblù: "Che la terra ti sia lieve, sei stato una luce per illuminare la direzione"

Se n'è andato a 91 anni Osvaldo Bagnoli, tecnico dello scudetto del Verona e del fulgido biennio del Genoa dal 1990 al 1992. Il calcio italiano perde uno degli allenatori più apprezzati della sua generazione. Tecnico schivo, lontano dai riflettori e dalle polemiche, Bagnoli ha legato il proprio nome soprattutto allo storico tricolore conquistato con il Verona nel 1985, ma ha lasciato un segno profondo anche nella storia del Genoa, protagonista di una delle stagioni più esaltanti dell'era moderna del club rossoblù.

Dopo l'esperienza veronese, Bagnoli approdò sulla panchina del Genoa nell'estate del 1990, trovando una squadra guidata dal presidente Aldo Spinelli e costruita attorno ai gol di Tomáš Skuhravý e Carlos Aguilera. Il suo primo campionato alla guida dei rossoblù fu straordinario: nella stagione 1990-1991 il Genoa chiuse al quarto posto in Serie A, alle spalle di Sampdoria, Milan e Inter, centrando la qualificazione alla Coppa UEFA.

Quel piazzamento rappresentò uno dei migliori risultati della storia recente del Grifone e riportò il club sulla scena europea dopo decenni di assenza. La squadra di Bagnoli si fece apprezzare per organizzazione tattica, solidità difensiva e capacità di esaltare le qualità dei propri uomini migliori, conquistando il pubblico del "Ferraris" con un calcio concreto ma efficace.

L'anno successivo arrivò un'altra pagina destinata a entrare nella leggenda rossoblù. Nella Coppa UEFA 1991-1992 il Genoa fu protagonista di un cammino memorabile, culminato con l'eliminazione del Liverpool nei quarti di finale, battendo gli inglesi sia a Marassi per 2-0 che ad Anfield Road per 2-1. Fu la prima volta che una squadra italiana riuscì a imporsi sullo storico campo del Liverpool in una competizione europea.

La corsa del Genoa si fermò soltanto in semifinale contro l'Ajax, che avrebbe poi conquistato il trofeo. Nonostante l'eliminazione, quella cavalcata europea resta ancora oggi uno dei momenti più alti della storia internazionale del club ligure e contribuì a consolidare il prestigio di Bagnoli come allenatore capace di valorizzare il gruppo e competere ai massimi livelli anche senza disporre delle risorse delle grandi potenze del calcio italiano.

Conclusa l'avventura genovese al termine della stagione 1991-1992, Bagnoli avrebbe poi allenato l'Inter prima di chiudere la propria carriera. Il ricordo del suo biennio al Genoa, però, è rimasto indelebile nella memoria dei tifosi rossoblù: due stagioni che riportarono il Grifone ai vertici del calcio italiano e in Europa, regalando emozioni che, a distanza di decenni, continuano a rappresentare un punto di riferimento nella storia del club.

Con Osvaldo Bagnoli se ne va un allenatore che ha dimostrato come competenza, equilibrio e umiltà possano diventare la base di imprese sportive destinate a resistere al tempo.

Il Genoa ha diffuso il seguente comunicato:

Tutto il Genoa CFC si stringe alla famiglia esternando il dolore per la scomparsa, all’età di 91 anni, di Osvaldo Bagnoli, protagonista di imprese memorabili nella ultracentenaria storia del club. Nel formulare le più sentite condoglianze a nome della proprietà, delle gestioni precedenti e della comunità rossoblù, ricordiamo Osvaldo, patrimonio di tutto il calcio italiano, con eterna gratitudine tanto per i risultati ottenuti – un percorso che comprende il quarto posto nel ‘90/91 e la semifinale di Coppa Uefa nel ‘91/92, – quanto per la straordinaria eredità lasciata in termini di umanità, saggezza e serietà come da cifra identitaria.


Carissimo Mago, caro Osvaldo,

con le lacrime agli occhi, e l’anima in fuori gioco per la commozione, ti rendiamo il nostro ultimo saluto accompagnato da un grazie grande così. Grazie per averci fatto vivere emozioni indelebili guidando la nostra migliore squadra del secondo dopo guerra. Sei stato una luce accesa per illuminare la direzione, ci hai presi per mano e fatto solcare i cieli d’Europa. Sei stato una fonte di ispirazione inesauribile, come una dinamo, schierando gli schemi del buon senso e di una professionalità fuori classifica. Abbiamo avuto il privilegio di amarti alla follia e di avere un fuoriclasse in panchina e in sede. Fatti, non parole: il tuo stile. Gli insegnamenti che hai elargito rimarranno stampati negli almanacchi del calcio di ogni tempo. Addio. E che la terra ti sia lieve.  


17/07/2026
R.S.