Cornigliano, quindi, potrebbe diventare un asset autonomo o parte di un polo del Nord Italia, separato da Taranto
Mentre a Taranto si attende un accordo sulla decarbonizzazione con il governo, al centro dell'incontro di martedì 12 agosto tra il ministro Urso e le istituzioni tarantine, Genova si ritrova al centro di una partita strategica per il futuro dell’ex Ilva. Il nuovo bando del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con scadenza al 15 settembre, introduce la possibilità di vendere separatamente gli stabilimenti del gruppo. Cornigliano, quindi, potrebbe diventare un asset autonomo o parte di un polo del Nord Italia, separato da Taranto.
Nel bando è previsto anche l’obbligo per l’acquirente di realizzare un forno elettrico a Genova, con impianti per la prima lavorazione dell’acciaio. Il ministro Adolfo Urso arriverà in città il 4 settembre per confrontarsi con istituzioni, sindacati, aziende e associazioni locali. Ma la partita si preannuncia complessa: la sindaca Silvia Salis ha chiesto tempo per valutare impatti ambientali e occupazionali, mentre crescono le voci contrarie al progetto.
È nato infatti un coordinamento unitario di comitati e associazioni contro il forno elettrico a Cornigliano. Chiedono alternative sostenibili, tutela della salute pubblica e un coinvolgimento reale della cittadinanza nelle decisioni. La contrarietà, spiegano, non è ideologica, ma basata su memoria storica, dati ambientali e senso di responsabilità collettiva. Il rischio, nel frattempo, è che i nodi irrisolti di Taranto rallentino ulteriormente le decisioni anche per Genova.