Imposta di soggiorno alle stelle nel 2024: incassi record nelle città d’arte. Genova sfiora i 7,3 milioni

Scritto il 02/08/2025
da Stefano Rissetto

Nonostante la crescita degli incassi, restano ancora pochi i comuni che applicano effettivamente la tassa di soggiorno

L’imposta di soggiorno continua a volare nel 2024, segnando un incremento del 19% rispetto all’anno precedente. Gli incassi complessivi – escludendo Roma Capitale, che adotta un sistema di rilevazione separato – hanno raggiunto quota 760 milioni di euro, un dato mai registrato prima d’ora. Lo rivela una ricerca del Centro Studi Enti Locali, basata su dati del MEF, della Banca d’Italia e dell’Istat.

In testa alla classifica delle città con il maggior gettito spicca Firenze, che con 76,9 milioni di euro (+10% rispetto al 2023) si conferma la regina dell’imposta di soggiorno. La segue a breve distanza Milano, che con un balzo del 23% arriva a 76,5 milioni. In terza posizione Venezia, con poco meno di 40 milioni (+4%), pur registrando una crescita meno marcata rispetto alle due rivali.

Subito dopo si collocano città come Trento (29,7 milioni), Napoli (19 milioni, +9%), Bologna (15,4 milioni, +22%) e Rimini (14,7 milioni, +28%). A chiudere la top ten troviamo Torino (10,3 milioni), Sorrento (9,1 milioni, +32%) e Palermo (8,7 milioni, quasi raddoppiati rispetto ai 4,8 milioni del 2023).

Genova cresce, Liguria in ripresa - Genova (nella foto, uno scorcio della passeggiata Anita Garibaldi a Capolungo) registra un incremento significativo, passando da 5,1 a 7,3 milioni di euro di incasso, grazie alla crescente attrattività turistica del capoluogo ligure. Un risultato che conferma la Liguria tra le regioni più dinamiche nel panorama dell’accoglienza urbana.

Crescite importanti anche per altre città di medie dimensioni: Bolzano raddoppia da 961mila euro a 1,8 milioni, Siracusa da 1,3 a 2,3 milioni e Taranto più che raddoppia (da 143mila a 306mila euro).


Pochi comuni applicano l’imposta, ma i numeri crescono - Nonostante la crescita degli incassi, restano ancora pochi i comuni che applicano effettivamente la tassa di soggiorno. Su circa 5.700 enti locali abilitati, solo 1.382 l’hanno attivata nel 2024. Una scelta, secondo i ricercatori del Centro Studi Enti Locali, spesso legata alla volontà di risultare più appetibili per i turisti, come richiesto dalle associazioni di categoria del settore.

Il Nord Italia domina per volume complessivo: le strutture ricettive settentrionali hanno raccolto oltre 450 milioni di euro, pari a circa il 60% del totale. Tuttavia, anche il Sud sta guadagnando terreno, trainato in particolare dal boom delle Isole, che hanno segnato un aumento del 29%.

Complessivamente, il 62% dei comuni ha visto un incremento di incassi rispetto al 2023. Solo 374 enti hanno registrato un calo, con una concentrazione significativa proprio nel Nord (225 casi). Le crescite più forti, a livello provinciale, si sono osservate a Barletta-Andria-Trani (+200%), Bari (+195%), Massa Carrara (+109%), Reggio Calabria (+90%) e Fermo (+76%).

In calo, invece, le entrate a Cagliari (-11%), Reggio Emilia (-10%), Parma (-5%), Foggia (-3%), Salerno (-2%) e Ascoli Piceno (-1%).