Bombardieri (Uil): 'Ilva è sostanzialmente chiusa. Bisognerebbe avere il coraggio di dire che è chiusa e pensare a come salvare 12mila posti di lavoro"
Prosegue la situazione delicata dell'ex Ilva dopo l'incontro di ieri pomeriggio a Roma tra i sindacati, gli enti locali e il ministro del Made in Italy Adolfo Urso.
"Vertenza ancora in balia dell'incertezza". Così l’Usb commenta l’esito dell’incontro di ieri al Mimit sull’ex Ilva, definendolo “inconcludente, soprattutto per lo stabilimento di Taranto, da cui dipendono ben 18mila lavoratori”. Il sindacato osserva che “l’unica vera novità riguarda la prosecuzione delle attività nei siti di Genova e Novi Ligure, mentre Racconigi resta ancora fermo”. Per l’Usb, già questo “dovrebbe essere sufficiente per imporre tavoli congiunti e unitari”.
Il coordinamento spiega di aver assistito “a un rimpallo tra diversi livelli istituzionali, un confronto che avrebbe dovuto svolgersi prima dell’incontro al Mimit, così da presentarci soluzioni concrete per il dramma che vivono i lavoratori”. La richiesta del sindacato è chiara: “Non si può più perdere tempo: occorre imboccare la strada della nazionalizzazione”.
L’Usb richiama anche il precedente francese: “Proprio nel giorno in cui in Francia prende avvio la proposta di nazionalizzare ArcelorMittal France, ribadiamo che questa scelta è praticabile anche qui”. Il sindacato sottolinea inoltre che Genova “rivendica la centralità della banda stagnata, cuore produttivo e strategico per il futuro del gruppo”, avvertendo che senza un piano industriale serio “anche Genova, Novi e Racconigi rischiano di essere trascinate nel declino di Taranto”.
In chiusura, l’Usb sollecita “un’alternativa concreta alla gestione privata” e “strumenti straordinari per garantire la sicurezza dei lavoratori”, ricordando che in gioco ci sono “circa 18mila persone e le loro famiglie”.
"L'Ilva è sostanzialmente chiusa. Bisognerebbe avere il coraggio di dire che è chiusa, che non c'è più, e bisognerebbe avere il coraggio di dire che per salvaguardare 12mila posti di lavoro bisogna guardare al futuro. Bisogna aprire una discussione. Ovviamente noi pensiamo che la produzione dell'acciaio in questo Paese serva, pensiamo che l'Ilva debba essere salvata, ma le scelte fatte dal ministro Urso ci consegnano una fabbrica chiusa. Allora ognuno si assuma la propria responsabilità. Noi siamo pronti a discutere di come salvaguardare 12mila posti di lavoro" e rilanciare il sito, rimarca Bombardieri sottolineando che anche "il comune di Taranto e la regione Puglia hanno un grande pezzo di responsabilità". Così il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, dalla manifestazione nazionale del sindacato.
