Al momento, non sono previsti percorsi di formazione né il ricorso ad ammortizzatori sociali
Nessuno spiraglio dopo l'incontro tra i vertici di Ericsson e i sindacati. L’azienda ha confermato - secondo quanto si apprende - la volontà di procedere con i 131 licenziamenti e di concludere l’intera procedura entro la fine del 2026. Ha inoltre comunicato che, al momento, non sono previsti percorsi di formazione né il ricorso ad ammortizzatori sociali. L’azienda non si è poi sbilanciata in merito alle prospettive future del sito di Genova, evidenziando una situazione particolarmente complessa e difficile. In conclusione, è stata ribadita la volontà di procedere con il licenziamento collettivo.
“Il comportamento dell’azienda è stato assolutamente inaccettabile, senza alcun tipo di assunzione di responsabilità rispetto alla decisione di procedere a questa decisione incomprensibile con licenziamento di 131 lavoratori. C’è stato un muro di gomma, nessuna apertura e la volontà di non fare un passo indietro: bisogna alzare il livello dell’asticella, questa vertenza deve diventare nazionale con il coinvolgimento anche del ministero competente: quello che sta accadendo a Genova non può passare sotto silenzio. Abbiamo chiesto di avere più tempo per gestire la crisi ma ci è stato risposto negativamente. Come è fortemente preoccupante il silenzio sulle prospettive di investimento su Genova” spiega Giorgio Merlino, segretario generale Fistel Cisl Liguria.

