Il vicesindaco di Genova auspica un'apertura al tavolo convocato dal Ministero il 5 ottobre
«Il primo margine di manovra è che le istituzioni, innanzitutto quelle locali, non mollino la presa: dobbiamo fare pressione sull'azienda e chiedere anche l'aiuto del Governo. Questa non deve essere derubricata a una vicenda locale, perché riguarda il futuro tecnologico del Paese».
Il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile interviene sulla crisi di Ericsson e sulla prospettiva dei licenziamenti, sottolineando la necessità di un coinvolgimento delle istituzioni a tutti i livelli.
«L'atteggiamento che abbiamo registrato da parte dell'azienda è di totale chiusura al dialogo e non va bene, a cominciare dalla trattativa che si è svolta in Prefettura e fino a questi giorni», afferma.
Terrile guarda quindi al prossimo appuntamento istituzionale: «Ci auguriamo che il tavolo convocato dal Ministero il 5 ottobre possa dare dei segnali di apertura. Come istituzioni locali siamo ovviamente al fianco dei lavoratori. Questo è un segnale che non fa bene alla città e credo che tutte le istituzioni locali, Comune e Regione, debbano essere al fianco dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali in questa difficile vertenza».
Quanto alla possibilità di trattenere a Genova un'azienda che sembra intenzionata a lasciare la città, il vicesindaco sottolinea il rapporto costruito negli anni: «Credo che Ericsson sia un'azienda che ha ricevuto molto anche dalla nostra città e questo deve in qualche modo pesare sul tavolo della trattativa».
«Mi auguro quindi che dall'incontro ministeriale possano emergere margini per riaprire la trattativa», conclude Terrile.

