Sanremo: trionfa Sal Da Vinci, secondo il genovese Sayf

L'artista napoletano è pronto per l’Eurovision dopo una finale tra impegno civile e grande musica, con Bocelli superospite arrivato a cavallo

La 76ª edizione del Festival di Sanremo si è chiusa con la vittoria di Sal Da Vinci, mentre il rapper e cantautore genovese Sayf si è piazzato al secondo posto, sfiorando il bis del trionfo 2025 di Olly. La serata finale intensa, capace di unire spettacolo, riflessione e grande musica. Prima ancora che le note tornassero protagoniste sul palco del Teatro Ariston, l’apertura è stata segnata da un momento dal forte valore simbolico: un messaggio dedicato ai conflitti internazionali e, in particolare, ai bambini che vivono nelle aree di guerra.

A trionfare è stato Sal Da Vinci con il brano Per sempre sì, che ha conquistato pubblico e giurie grazie a un’interpretazione intensa e contemporanea. Al secondo posto si è classificato Sayf con Tu mi piaci tanto, mentre il terzo gradino del podio è andato a Ditonellapiaga con Che fastidio!.

Subito fuori dal podio Arisa con Magica favola e la coppia composta da Fedez e Marco Masini con Male necessario. La top ten ha visto anche la presenza di artisti come Nayt, Fulminacci, Ermal Meta, Serena Brancale e Tommaso Paradiso, in un’edizione che ha mescolato generazioni e stili diversi.

Non sono mancati i riconoscimenti collaterali. Il Premio della Critica “Mia Martini” è andato a Fulminacci per Stupida sfortuna, con 26 voti su 102, davanti a Ermal Meta e Levante. Serena Brancale ha conquistato il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla” con Qui con me e si è aggiudicata anche il Premio Tim, risultando la più votata dal pubblico attraverso i canali digitali. Il Premio “Giancarlo Bigazzi” per il miglior componimento musicale, assegnato dai professori dell’orchestra, è stato vinto da Ditonellapiaga, mentre il Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo è andato a Male necessario di Fedez e Marco Masini.

Fuori dall’Ariston, in piazza Colombo, i Pooh hanno celebrato sessant’anni di carriera con un’esibizione speciale, rendendo omaggio alla storia della musica italiana proprio mentre il Festival incoronava il suo nuovo vincitore.

Prima della gara è stato rilanciato l’appello dell’UNICEF, ricordando come ogni anno centinaia di milioni di minori crescano in territori segnati da conflitti armati. Un invito alla responsabilità collettiva e alla tutela dell’infanzia, al di là di ogni appartenenza politica. Anche la sala stampa ha voluto condividere questo clima di partecipazione con un minuto di silenzio contro la guerra, seguito da un lungo applauso.

A guidare la serata conclusiva sono stati il direttore artistico Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini e dalla giornalista del Tg1 Giorgia Cardinaletti, in una conduzione che ha saputo intrecciare intrattenimento e attualità. Tra gli ospiti più attesi è tornato all’Ariston Andrea Bocelli, a sette anni dalla sua ultima partecipazione, arrivato su un cavallo bianco per un impatto scenico di grande rilevanza. Il suo intervento ha richiamato idealmente l’esordio sanremese del 1995 con Con te partirò, il brano che lo consacrò a livello internazionale. Il 2026, inoltre, segna il trentennale di Romanza, uno degli album italiani più venduti nel mondo.

La 76ª edizione si chiude così tra applausi ed emozione, confermando Sanremo come un evento capace di andare oltre la gara: uno specchio del presente, un palcoscenico di memoria e attualità, e un trampolino verso l’Europa. Con la vittoria, Sal Da Vinci rappresenterà l’Italia al prossimo Eurovision Song Contest, portando sul palco internazionale il brano che ha segnato questa intensa edizione 2026.


01/03/2026
Anna Li Vigni