Carlo Felice: conti in rosso, Comune pensa al rilancio anche con sponsor privati

Scritto il 07/08/2025
da R.S.

Le cause principali del passivo sarebbero da attribuire a un calo degli introiti provenienti dagli sponsor e a una flessione nella vendita dei biglietti

Il Teatro Carlo Felice di Genova si trova ad affrontare una delicata fase economica: secondo le proiezioni attuali, il bilancio di fine anno potrebbe registrare un disavanzo di circa due milioni di euro. La situazione, pur non considerata allarmante dall'amministrazione comunale, richiede comunque interventi tempestivi e mirati. Le difficoltà economiche sono emerse durante l’ultima riunione del consiglio di indirizzo della fondazione che gestisce lo storico teatro lirico genovese. I sindacati hanno subito manifestato preoccupazione, soprattutto per il possibile impatto occupazionale. Le cause principali del passivo sarebbero da attribuire a un calo degli introiti provenienti dagli sponsor e a una flessione nella vendita dei biglietti.

Il sovrintendente Michele Galli, in carica da pochi mesi, ha avviato un’attenta revisione della situazione finanziaria, ribadendo tuttavia un clima di collaborazione e fiducia all’interno della Fondazione.  Il teatro, che impiega oltre 250 persone, affronta una situazione complessa ormai da tempo. Lo scorso mese, la sindaca Salis ha incontrato rappresentanti del Ministero della Cultura, tra cui il sottosegretario Gianmarco Mazzi, per discutere il futuro dell’ente. Dall’incontro è emersa la disponibilità a valutare, nei prossimi mesi, nuovi fondi per sostenere il teatro.

Il Comune, da parte sua, ha ribadito l’intenzione di cercare ulteriori investimenti, anche tramite il coinvolgimento di partner privati. Per parte sua, il Ministero ha confermato l’impegno per il risanamento del comparto lirico-sinfonico italiano, indicando il Carlo Felice come una delle realtà chiave su cui puntare. Ora, la sfida è coniugare visione artistica, responsabilità gestionale e nuove risorse per riportare stabilità e crescita in uno dei teatri d’opera più prestigiosi del Paese.