Dal 30 agosto al 1° settembre un video commemorativo per le 88 vittime, di cui 56 italiani. Masini: «Ricordare è un monito per la sicurezza del lavoro»
Oggi, sessant’anni fa, il 30 agosto 1965, una valanga di oltre due milioni di metri cubi di ghiaccio e detriti si staccò dalla lingua del ghiacciaio Allalin, in Svizzera, travolgendo il cantiere della diga di Mattmark. In pochi istanti baracche, mense e dormitori furono distrutti: morirono 88 operai, di cui 56 italiani, mentre 85 bambini rimasero orfani.
Il contesto – Nel cantiere, che impiegava più di mille persone, si lavorava giorno e notte per realizzare un’imponente infrastruttura energetica in una Svizzera in pieno boom economico. Molti degli operai erano emigranti italiani, provenienti soprattutto dalle province alpine e appenniniche. «In pochi secondi accadde l’irreparabile – ricorda un sopravvissuto –: niente rumore, solo un vento terribile, poi un boato e la fine».
La commemorazione al MEI – Per ricordare le vittime, il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) dedica da oggi a lunedì 1° settembre un momento di riflessione con la proiezione di un video commemorativo che restituisce nomi, volti e storie a quegli operai. La clip, tratta dal libro Morire a Mattmark. L’ultima tragedia dell’emigrazione italiana di Toni Ricciardi, è narrata da Massimo Wermuller e sarà visibile all’interno del percorso museale, oltre che sui canali social e YouTube del museo.
La voce del presidente – «Mattmark non è solo una tragedia lontana: è un monito – dichiara Paolo Masini, presidente del MEI –. Ricordare significa dare voce a chi non l’ha avuta e riaffermare che sicurezza e dignità del lavoro devono venire prima di tutto».
Un disastro annunciato – Le baracche degli operai erano state costruite sotto una zona del ghiacciaio Allalin nota per la sua instabilità. Nonostante gli allarmi lanciati da geologi e abitanti della valle, il cantiere non venne spostato. I processi successivi non individuarono colpevoli, lasciando una ferita che ancora oggi interroga la coscienza pubblica.
La memoria oggi – La tragedia di Mattmark è ricordata nel Memoriale delle vittime dell’emigrazione all’interno del MEI, che raccoglie testimonianze di quanti persero la vita lavorando lontano dall’Italia. Anche la Rai, partner del Museo, rende omaggio con il film Mattmark 1965 – Storie vicine e lontane di Alessandra Rossi.
Info utili – Il MEI ha sede alla Commenda di San Giovanni in Prè, in piazza della Commenda a Genova. Il museo è aperto fino al 14 settembre ogni sabato, domenica e lunedì dalle 10 alle 18; dal 15 settembre al 31 ottobre l’apertura sarà da martedì a domenica nello stesso orario.