Ex Ilva, Uliano (segretario Fim): "Se entro il 28 febbraio non avremo risposte, andremo davanti a Palazzo Chigi"

Se entro il 28 febbraio non ci saranno risposte sull'Ilva, andremo davanti al palazzo dell'esecutivo per chiedere risposte". A dirlo è Ferdinando Uliano, segretario generale Fim, nel corso della presentazione dei dati sulla situazione dell'industria metalmeccanica, in corso a Roma.
"Non vogliamo sapere i segreti di stato, vogliamo capire cosa sta avvenendo e cosa si sta sviluppando sul fondo Flax. Rimaniamo nella nostra posizione: dopo due anni di commissari, è inutile cercare il cavaliere bianco che non c'è, bisogna chiedere direttamente allo Stato, visto che ci sono aziende come Leonardo o Fincantieri, che stanno facendo i loro interessi e rischiamo di uscire da un settore strategico e acquistiamo prodotti siderurgici da un altro paese".

"Comprendiamo che la complessità del dossier ex Ilva possa produrre valutazioni divergenti e conseguenti fughe in avanti, ma in questo momento la confusione non giova alla trattativa: avvertiamo la responsabilità di mantenere il valore che l'ex Ilva esprime a livello nazionale attraverso tutti i suoi asset evitando, al contrario, che perda inevitabilmente il suo potenziale strategico con dannosi processi di spezzettamento. E per far questo abbiamo bisogno di procedere uniti e con obiettivi comuni". Così il presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, interviene sugli ultimi sviluppi relativi al gruppo siderurgico, dopo la proposta avanzata da Confindustria Alessandria e Genova sul rilancio delle aree di Novi Ligure e Cornigliano, con l'indicazione di "svincolarsi dalla dipendenza dall'area a caldo di Taranto".
"Il momento è delicato e complesso - aggiunge il vertice degli industriali ionici - ed inevitabilmente necessita di chiarezza ed unità di intenti, pena la destabilizzazione di un intero sistema". Toma spiega che "con Acciaierie d'Italia la nostra interlocuzione rimane costante, prova ne è la nostra recentissima visita al Centro Studi, un'eccellenza nel mondo della ricerca - all'interno dello stabilimento più ambientalizzato d'Europa - che in pochi conoscono, e il confronto che di frequente abbiamo con i commissari in merito alle trattative per la vendita dello stabilimento".
"A questo proposito - conclude il presidente di Confindustria Taranto - torno a ribadire che una questione di portata e strategicità nazionale deve rimanere tale sia mantenendo la molteplicità dei soggetti coinvolti sia l'approccio da parte del governo centrale, ovvero il forte sostegno che lo Stato dovrà garantire per la continuità e il processo di decarbonizzazione dell'ex Ilva, al di là degli esiti che si produrranno a seguito della trattativa in corso o di eventuali altre fasi di contrattazione con soggetti privati".


18/02/2026
c.b.