Si è presentato a metà mattina e ha aspettato per oltre un'ora prima di sapere che alla fine avrebbero acquisito i verbali di testimonianza durante le indagini.
E' quanto successo oggi al presidente della Regione Marco Bucci che era stato citato tra i testimoni del processo sui bilanci della ex Provincia e poi della Città metropolitana che secondo l'accusa erano stati fatti passare in attivo quando non lo erano.
L'ex sindaco ha aspettato seduto tra i banchi in fondo alla tensostruttura dove si sta celebrando il processo per il crollo del ponte Morandi.
Lo scorso anno avevano già patteggiato in otto, con pene comprese tra un anno e quattro mesi e un anno, mentre in otto erano stati rinviati a giudizio. A concordare la pena erano stati due ex segretari generali, quattro tecnici e due revisori dei conti. Secondo l'accusa, sostenuta dalla pm Sabrina Monteverde, i bilanci dal 2014 al 2018 sarebbero stati "gonfiati", per un totale di 23 milioni. L'inchiesta era nata dopo un esposto presentato dallo stesso Bucci alla Corte dei Conti. I giudici contabili avevano poi trasmesso gli atti ai pubblici ministeri che si occupano dei reati contro la pubblica amministrazione. Al centro dell'indagine di procura e guardia di finanza erano finite le aliquote delle imposte sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore. In pratica, secondo l'ipotesi accusatoria, queste imposte sarebbero state messe a bilancio in base al valore teorico dell'introito (basandosi sul numero dei veicoli immatricolati in tutta la provincia di Genova) e non in base ai veicoli realmente assicurati. In questa maniera il bilancio sarebbe così risultato in attivo e non in passivo. L'allora sindaco era stato sentito come testimone. I 16 sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Giuseppe Sciacchitano, Massimo Boggio, Pietro Bogliolo, Antonio Rubino, Paolo Costa e Luca Rinaldi.
