Liguri all’estero che ritornano: Senesi: "Tornata per opportunità concreta".Ferrando: "Qui la qualità della vita è alta"

Scritto il 12/01/2026
da Carlotta Nicoletti

Aumentano gli iscritti all’Aire, ma c’è anche un controesodo. Le testimonianze di chi, dopo anni fuori, decide di tornare in Liguria

I liguri residenti all’estero aumentano più che nel resto d’Italia, ma accanto all’esodo prende forma anche un movimento inverso: quello di chi, dopo anni di studio e lavoro fuori dai confini nazionali, sceglie di tornare a Genova. Un rientro consapevole, spesso guidato da nuove opportunità e da una diversa idea di qualità della vita.

Numeri – I dati sull’Aire raccontano una Liguria sempre più internazionale, con una percentuale di iscritti all’estero superiore alla media nazionale. Un segnale che interroga il territorio sulle ragioni della partenza, soprattutto dei giovani, ma che oggi si accompagna a un fenomeno meno raccontato: il ritorno.

Percorsi – Lucrezia Senesi ha lasciato Genova a 14 anni per studiare in Germania, poi negli Stati Uniti. Boston, New York, Monaco di Baviera, Dublino: un percorso lungo oltre 14 anni tra multinazionali come Amazon e Google. “Sono tornata per un’opportunità concreta: portare ciò che ho imparato nell’azienda di famiglia”, racconta. Un’idea maturata nel tempo, non pianificata fin dall’inizio.

Scelte – Anche Beniamino Ferrando ha costruito all’estero il proprio percorso, studiando fisica nei Paesi Bassi e lavorando in ambito scientifico. Il rientro è recente e ancora in evoluzione: “La qualità della vita in Italia è estremamente elevata. Mare, monti, territorio: pochi luoghi possono competere”.

Confronti – Il rientro non è privo di criticità. “All’estero tutto è più dinamico, soprattutto nel lavoro. Qui i cambiamenti sono più lenti e la burocrazia pesa”, osserva Senesi. Ferrando guarda invece ai servizi: trasporti pubblici e organizzazione restano un punto di forza di Paesi come l’Olanda.

Prospettive – Tra ciò che i giovani riporterebbero in valigia dall’estero spiccano stipendi più alti, maggiore responsabilità per i giovani e una mentalità più aperta all’innovazione. Elementi chiave per rendere il ritorno non un’eccezione, ma una scelta possibile.