Primo anno con la sentenza
Quest’anno la commemorazione assume un significato particolare anche alla luce della sentenza pronunciata il 16 luglio 2026, al termine del processo di primo grado sul crollo del viadotto. Dopo quasi otto anni di indagini e di procedimento giudiziario, il tribunale ha individuato responsabilità penali per quanto accaduto, con condanne nei confronti di alcuni degli imputati e assoluzioni per altri.
Su 57 imputati, 32 sono stati condannati e 25 sono stati assolti o dichiarati prescritti. La condanna più pesante ha riguardato Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, a 12 anni di reclusione, contro i 18 anni e 6 mesi chiesti dalla Procura. Michele Donferri Mitelli è stato condannato a 11 anni, mentre Paolo Berti e Antonino Galatà hanno ricevuto una pena di 5 anni e 6 mesi. Mauro Coletta, ex dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stato condannato a 5 anni.
La sentenza rappresenta un passaggio importante sul piano giudiziario, ma per i familiari delle vittime nessuna decisione potrà restituire le persone che quel ponte ha portato via. Il processo e la commemorazione restano quindi due momenti distinti, ma profondamente legati: da una parte la ricerca delle responsabilità, dall’altra il dovere di custodire la memoria.

