Sono circa 14.000 le persone coinvolte nelle 832 attività organizzate sul territorio tra i quartieri di Campasso e Certosa nell’ambito del progetto QR Code- Quartieri in Rete. Un primo bilancio è stato tracciato, ieri pomeriggio, durante la commissione consiliare dedicata al progetto, alla presenza dell’assessora al Welfare, Cristina Lodi, e dei referenti delle associazioni ed enti territoriali coinvolti nel progetto, il Comitato Liberi cittadini di Certosa e una rappresentanza dei sindacati dei pensionati.
"Siamo molto soddisfatti della risposta ottenuta in questi sei mesi di attività messa in campo dal progetto – ha spiegato l’assessora Lodi – i numeri sulle persone raggiunte con un ampio ventaglio di offerta, dai servizi alla cittadinanza ad appuntamenti sportivi e di cultura, dimostrano che abbiamo colto nel segno, grazie al grande lavoro in rete, in modo sinergico con il coinvolgimento anche dei due Municipi, Centro Ovest e Val Polcevera, che ringrazio".
Il progetto, che rientra nel Patto di Sussidiarietà sottoscritto dall’Ats con capofila Agorà SCS, ha come obiettivi: migliorare la vivibilità, favorire un nuovo benessere, intervenire sui nuovi bisogni e promuovere l'inclusione sociale per l’area territoriale Certosa-Campasso di Genova, con interventi specifici che migliorino la qualità della vita, prevenendo l’isolamento e il degrado, favorendo la vivibilità, la dotazione di servizi, una maggiore sicurezza, attrattività, riqualificazione e inclusione sociale.
"Partendo proprio dal successo di questo progetto, l’intenzione dell’amministrazione, che stiamo portando avanti, è l’attivazione, entro il nostro mandato, di un progetto comunità in ogni municipio – spiega l’assessora Lodi – stiamo facendo incontri periodici con i presidenti di Municipio che indicheranno percorsi e luoghi su cui programmare i servizi per rispondere ai bisogni, con una sempre maggiore attenzione ai territori. Il progetto QR Code, per volontà specifica dell’amministrazione, ha visto anche intensificati rapporti con Asl 3 e la direzione sanitaria della zona, creando sinergia e integrazione sui servizi per rispondere alla complessità dei bisogni delle persone, in particolare quelle più fragili, a partire dagli anziani. Il progetto di rigenerazione sociale ha abbracciato un’ampia porzione del territorio, che era stato duramente colpito dalla tragedia del crollo del ponte Morandi – continua l’assessora Lodi – fulcro delle attività sono la Casa di Quartiere di Certosa, la palestra di via Porro e via Porro n. 5 che abbiamo recentemente presentato e che è un tassello fondamentale per percorsi finalizzati all’autonomia abitativa e al cohousing per persone con fragilità. Grazie a una profonda conoscenza del territorio e delle esigenze delle persone residenti, enti e associazioni coinvolti hanno elaborato un programma di attività e una gamma di servizi che ha coinvolto, in modo armonico, tutte le fasce di età: dai bambini fino ai 10 anni e fino agli over 65, che sono risultati destinatari assidui e numericamente più presenti, circa 4000. Anche gli eventi organizzati in Radura della Memoria e per Natale hanno ottenuto una buona partecipazione, circa 600 bambini e ragazzi coinvolti". Anche il sito con l’agenda degli appuntamenti, raggiungibile scansionando anche il QR code del progetto (progettoQRcode -), ha già registrato 8.230 primi accessi.
"QR Code, oltre ad aver dimostrato di essere un progetto di comunità di valore e in costante crescita, ha il merito di aver sperimentato sul territorio la figura innovativa dell’Artigiano sociale, che si sta rivelando particolarmente efficace nella costruzione di relazioni e connessioni tra cittadini, enti e territori – commenta direttore generale di Agorà SCS Manuel Sericano - Questa figura così sperimentata può essere diffusa anche in altri territori ed esperienze".
