Sindacati denunciano: “Polizia penitenziaria allo stremo, servono interventi urgenti dal governo”
Da tre giorni una cinquantina di detenuti della sezione alta sicurezza del carcere di Marassi, a Genova, manifestano battendo stoviglie contro le sbarre. La protesta, segnalata dai sindacati della polizia penitenziaria, si inserisce in un clima di forte tensione che mette a rischio personale e detenuti.
Protesta – Secondo le prime ricostruzioni, i detenuti attenderebbero risposte dalla direzione dell’istituto che non sarebbero ancora arrivate. L’Osapp e la Uilpa denunciano che “l’intensità della protesta ha raggiunto livelli tali da mettere seriamente a rischio l’incolumità fisica sia del personale che degli stessi detenuti”.
Precedenti – A giugno nello stesso carcere era esplosa una rivolta dopo le violenze subite da un detenuto da parte di quattro compagni di cella. Le tensioni si placarono solo dopo il loro trasferimento. “Quell’episodio ha segnato un punto di non ritorno, mai registrato prima in questi termini”, ha ricordato Rocco Roberto Meli, segretario regionale Osapp.
Sicurezza – I sindacati puntano il dito contro la gestione dell’istituto. “La gestione della sicurezza nella casa circondariale genovese è fallimentare – afferma Fabio Pagani, segretario Uilpa –. La polizia penitenziaria è ormai allo stremo: la presidente Giorgia Meloni e il ministro Carlo Nordio prendano atto della situazione e varino misure urgenti”.
Contrabbando – A complicare il quadro, il Sappe ha reso noto che alcuni parenti di detenuti hanno tentato di introdurre droga e un cellulare in carcere. Il pacco è stato intercettato e sequestrato prima che arrivasse ai destinatari.