"Ancora sacche di omofobia significative"
Un ragazzo di 19 anni è stato aggredito e ferito con un coltello all’uscita di una discoteca di Sampierdarena, a Genova, dopo insulti e minacce a sfondo omofobo. Un episodio grave che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza e delle discriminazioni nella movida cittadina.
L’aggressione – Il giovane è stato preso di mira da un gruppo di coetanei, insultato e seguito prima di essere colpito con un’arma da taglio. A prestargli i primi soccorsi è stato l’autista di un autobus di linea, intervenuto evitando conseguenze peggiori. Il ragazzo, per tutelare la propria privacy, ha scelto di mantenere il massimo riserbo.
La denuncia – ArciGay Genova e ArciGay nazionale hanno definito l’episodio “un atto vile e brutale”. Claudio Tosi, responsabile nazionale cultura di ArciGay, sottolinea: “È fondamentale parlare pubblicamente di questi casi per riflettere sulla situazione reale della nostra città e del Paese”.
I numeri – A Genova opera un centro antidiscriminazione che raccoglie tra le 100 e le 250 segnalazioni l’anno. “Sono dati importanti – spiega Tosi – che dimostrano come esistano ancora sacche di omofobia significative”. L’associazione offre assistenza gratuita legale, psicologica e, se necessario, medica.
Il contesto – Secondo ArciGay, il linguaggio d’odio rappresenta il primo livello di violenza. “Non è diverso concettualmente dalla violenza fisica”, afferma Tosi, evidenziando la necessità di un linguaggio inclusivo anche nelle istituzioni.
Le risposte – Positivo, per l’associazione, l’impegno del Comune di Genova con l’introduzione di un consulente LGBTQIA+. Centrale anche il ruolo della scuola: “L’educazione sesso-affettiva è lo strumento più efficace per prevenire violenza e discriminazioni già in giovane età”.
La città – Fondamentale, infine, il ruolo dei cittadini. “La città si costruisce insieme – conclude Tosi – e non voltarsi dall’altra parte può fare la differenza”.
