Una serata decisiva per il quartiere di Certosa, che guarda con attenzione all'esito del test di allagamento del sottopasso di Brin. Se la verifica darà i risultati attesi, potrebbe finalmente chiudersi una lunga stagione di disagi causati dagli allagamenti che, in occasione delle piogge più intense, hanno spesso compromesso la viabilità della zona.
La prova è scattata intorno alle 21.20. I tecnici hanno inizialmente provveduto a sigillare tutti i tombini presenti nell'area, per poi riversare grandi quantità d'acqua attraverso diverse autobotti fino a superare il livello del marciapiede. Una volta completato l'allagamento artificiale, le ostruzioni verranno rimosse per verificare la capacità del sistema di drenaggio e misurare i tempi di deflusso delle acque.
L'intervento è il risultato di un lungo lavoro coordinato da Cociv e dall'area Lavori Pubblici del Comune di Genova, guidata dall'assessore Massimo Ferrante. Le operazioni di bonifica del Rio Bercilli e della relativa roggia, che attraversano il sottopasso prima di confluire verso il Polcevera, sono iniziate a metà febbraio e si sono rivelate molto più impegnative rispetto alle previsioni iniziali.
Durante i lavori sono state rimosse oltre 500 tonnellate di detriti, materiali sedimentati e accumuli ormai consolidati nel corso di decenni di mancata manutenzione. Parallelamente è stata affrontata anche una delle principali cause degli allagamenti, legata alle esondazioni del Rio Zella, che attraverso l'omonima via convoglia a valle fango e materiale di risulta fino all'area del sottopasso.
Anche Autostrade per l'Italia è intervenuta nella parte alta del bacino, lungo la valletta attraversata dal torrente e interrotta dal tratto finale dell'A7 in direzione Genova Ovest. Le attività hanno riguardato la pulizia dell'alveo tombato e della vasca di raccolta, oltre all'installazione di specifiche reti di contenimento, pensate per bloccare detriti e materiali prima che possano ostruire il corso d'acqua.
«È stato uno dei primi obiettivi che mi sono posto fin dal mio insediamento e ritenevo fondamentale intervenire in modo strutturale», ha dichiarato l'assessore Massimo Ferrante. «Si trattava di una criticità storica che penalizzava fortemente Certosa, un quartiere già interessato da numerosi cantieri e interventi infrastrutturali».

