Paolo Olmari (Fin Cisl): "La Corte di Cassazione ancora non si è pronunciata, la data del 20 ottobre era una data importante perché lì si è svolta la parte che permetterà poi alla Cassazione di emettere un verdetto"
Il tema della cassa integrazione è un tema che ancora si deve ben definire, non è chiaro bene cosa sarà, come, però ci sono delle aperture da parte del Governo. C'è poi il tema delle produzioni che in qualche modo si sta definendo sempre di più, ma che continua ad essere complicato. A fare il punto su stabilimento di Cornigliano di Ex Ilva, in studio a Liguria Live, Paolo Olmari di fim cisl Liguria.
Tema della cassa integrazione da definire
Paolo Olmari sulla comunicazione di cassa integrazione "si è parlato innanzitutto sugli investimenti che verranno fatti in futuro per quanto riguarda i forni elettrici e il DRI per gli stabilimenti, quindi garantire la produttività sui siti. Si cercherà quindi materiale per diminuire i volumi di cassa integrazione" e continua "da come si era messa e avendo delle prospettive di cassa integrazione a zero ore, la situazione si complicava parecchio, infatti si è scese in piazza anche per quello". "Comunque ci sono state parecchie aperture anche da parte del Governo, dagli esodi alle uscite e sui prepensionamenti, anche se su queste parti sicuramente bisogna entrare più nello specifico, nei prossimi incontri che saranno da metà novembre in poi". Il tema della cassa integrazione è un tema che in realtà ancora si deve ben definire
Al lavoro per continuare la produzione
Olmari: "E' complicato, perché bisogna avere l'approvvigionamento dei rotoli da terzi, quindi prendere i rotoli al di fuori di quello che è l'ex Ilva. Adesso i commissari sembrerebbe che stiano cercando in tutti i modi di recuperare, rotoli in giro per gli altri produttori d'acciaio, che è una cosa importantissima per noi, soprattutto per Genova, anche per gli altri siti del nord d'Italia principalmente e per il sito di Taranto dove comunque si può produrre ancora". Poi ricorda che la Corte di Cassazione ancora non si è pronunciata, "la data del 20 ottobre era una data importante perché lì si è svolta la prima parte che permetterà poi alla Cassazione di emettere un verdetto, ma questo verdetto ancora non c'è e quindi non sappiamo poi di fatto che cosa succederà per ora". Paolo Olmari poi spiega "quello che sappiamo è che è tutto in mano, almeno per quanto riguarda Taranto, tutto alla Cassazione, l'area a caldo per ora resta accesa ma in misura ridotta e intanto spunta anche un ulteriore spostamento della data perché si parla di dicembre, quindi si potrà andare avanti con queste produzioni, seppur ai minimi con dicembre".

