Il neo rettore Uccelli: "La mia Università nasce in Valbrevenna e su Erzelli non ci tiriamo indietro"

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Tutti a chiedergli di Erzelli, riforme accademiche e priorità di mandato. In realtà, a Telenord, il neo rettore dell’Università di Genova parla più volentieri di Vallescrivia: il suo paradiso. E, comunque, conferma: "Ingegneria sulla collina del ponente non resta un sogno, ci andremo. Si vedrà qualcosa di concreto dal 2028". 

Antonio Uccelli, il neurologo e neuroscienziato eletto alla guida dell’Ateneo ligure per il mandato 2026-2032 si confessa a 'Io'. Lo fa nel verde della sua casa sopra Casella. Noto a livello internazionale per la ricerca traslazionale sulle malattie neurodegenerative, in particolare la sclerosi multipla e l'uso di cellule staminali, il sessantunenne è stato direttore scientifico dell’ospedale San Martino di Genova e si insedierà nel nuovo incarico a partire da novembre.

Nel curriculum spicca una prolungata esperienza in America. Lì ha conosciuto sua moglie Michele, una signora di Chicago, e assieme, nel 2021, hanno compiuto quella che è stata una scelta di cuore: “In pieno Covid, abbiamo lasciato Albaro per insediarci in modo permanente alla Gorra di Valbrevenna in quella che era stata, negli anni Settanta, la casa costruita da mio padre, medico di famiglia in servizio anche presso l’ex Standa di Casella. A distanza d’oltre un lustro dalla primaria sperimentazione, siamo ancora qui più felici che mai nonostante un primo inverno all’insegna di abbondanti nevicati peraltro, ahimè, mai più avvenute”. 

Il rettore cita i ricordi di gioventù. Ricorda che quello con Gorra non fu proprio amore a prima vista. “Papà, che è mancato da tempo per un cancro, era un uomo classe 1936 sfollato di guerra. Giunse alla Pieve di Borgo Fornari frequentando le elementari a Villa Borzino di Busalla. Circa 50 anni fa convinse la famiglia Parodi di Valbrevenna a cedergli l’unico terreno in piano del paese. Lì costruì casa, ma per un ragazzo dell’epoca, che vedeva i coetanei seguire i genitori nella montagna firmata o tra le spiagge della Sardegna, il nulla di valle non era esattamente il massimo”.

Tuttavia, il giovane Antonio rivalutò quella scelta nel tempo tanto che, assieme a Michele, decisero un matrimonio post America alla Cappelletta di Costa delle Americhe, confine tra Valbrevenna e Montoggio: “Fummo i primi a sposarci lì. Una modalità che consentì la partecipazione anche a papà già gravemente malato. Il catering del pranzo fu a cura di Angelino di Ternano, un po’ remake della tradizionale festa di fine agosto. Immancabili le pizzette di Pietro del Bar Ristorante Centrale di Casella, locale della mia prima comunione quando affittammo un’intera carrozza del Trenino per permettere a parenti e amici genovesi la salita in Vallescrivia. Sempre lì, lo scorso anno ho festeggiato il mio sessantesimo compleanno con tanti colleghi italiani”.

L’uomo giusto, a prescindere dall’attuale ruolo, per giocare una battaglia di civiltà e buon senso perché quel Treno, simbolo dell’intero entroterra, non finisca sepolto sotto i debiti di Amt: “Pronto a metterci la faccia e quelle che possono essere le mie competenze. Qualcosa mi hanno raccontato, molto voglio approfondire nei prossimi mesi. Un simile collegamento, che approda nel cuore di Genova, non può essere anacronistico semmai una gemma preziosa che pochi contesti al mondo possono vantare”.  

Antonio Uccelli, padre di un ragazzo nato in Colombia e al momento residente a Torino, parla con cognizione di storia locale. Dai massimi sistemi alla vita spicciola d’ogni giorno: “La mia spesa? Ad Avosso, pane e frutta tra Reggiardo e Michele, carne a Casella dal Castoro, formaggi tra La Piana e la Chiara dei Casoni. Qualche volta sconfino, pure, al mercato di Terralba”.

Ridurre le distanze, fisiche e mentali. Ecco, uno degli obiettivi del mandato in una regione azzoppata da infrastrutture trasportistiche e, spesso, digitali. Dunque, inevitabile per chi si mostra innamorato di Valbrevenna e dintorni calare sul tavolo la carta Senarega. Un castello oggi abbondonato o quasi, domani centro di ricerca? “Nessuna fuga in avanti, zero promesse. Dico solo che conosco bene quel gioiello e piange il cuore, anche a me, vederlo in un simile stato”.


16/10/2026