La misura è legata alle condizioni strutturali di un edificio che presenta crepe evidenti e cedimenti a seguito dello scavo per un parcheggio
Situazione preoccupante a Sampierdarena a causa di un edificio attualmente chiuso con famiglie sfollate e negozi chiusi. È stato disposto il divieto di accesso all’intero stabile di via Pacinotti 1, allo storico ristorante “Alla Vuetta”, all’autosalone “Italy Cars”, alla pertinenza esterna di via San Pier d’Arena 371 rosso, a un tratto di carreggiata tra via Pacinotti 9 rosso e via San Pier d’Arena 371 con relativo marciapiede, oltre a una porzione della corte interna del Penny Market di via Tullio Molteni, escluse le vie di fuga del supermercato.
I cartelli sono stati affissi sugli immobili interessati e avvertono che i trasgressori saranno denunciati ai sensi dell’articolo 680 del codice penale.
La misura è legata alle condizioni strutturali di un edificio che presenta crepe evidenti e cedimenti, con fondamenta che, secondo quanto riferito dai commercianti, starebbero mostrando segni di movimento. L’area è attualmente oggetto di monitoraggio, ma non risultano ancora interventi strutturali di messa in sicurezza come puntellamenti o consolidamenti.
Strada chiusa, quartiere isolato - A denunciare le difficoltà è Maurizio Gambari, presidente del Civ di Sampierdarena, che parla di “una situazione ormai insostenibile per le attività della zona”.
“Non è solo il palazzo chiuso dal 14 gennaio, ma la viabilità stravolta che ci sta mettendo in ginocchio. Togliere tre metri di strada non risolve il problema: se un edificio crolla, l’area coinvolta è ben più ampia. Serve metterlo davvero in sicurezza e restituire almeno una parte della carreggiata”, spiega Gambari.
Secondo il presidente del Civ, la chiusura parziale ha modificato i flussi di traffico, con code e deviazioni che spingono automobilisti e clienti a evitare il quartiere. “Da Ponente non ci sono più accessi diretti. Chi può passa dalla Guido Rossa e prosegue oltre. Così veniamo saltati, ancora una volta”.
Commercio di prossimità in difficoltà - Il timore riguarda l’intero tessuto commerciale di San Pier d’Arena, non solo le attività direttamente coinvolte nel provvedimento.
“Qui il piccolo commercio soffre da tempo, tra cantieri continui e viabilità complicata. Se la gente non trova parcheggio o un accesso semplice, va altrove", sottolinea Gambari.
Il presidente del Civ chiede un tavolo urgente con l’amministrazione comunale e gli assessori competenti per individuare soluzioni rapide: “Non si tratta di polemiche, ma di trovare risposte concrete in tempi brevi. Sei mesi di stop sono impensabili per chi lavora qui”.
Monitoraggio in corso, ma resta l’allarme - Al momento sull’edificio sarebbe attivo un monitoraggio tecnico. Tuttavia, secondo i commercianti, “le sole transenne rappresentano una tutela formale più che una soluzione definitiva”. “Bisogna intervenire subito – ribadiscono – puntellare, consolidare e permettere alle famiglie di rientrare nelle case e alle attività di riaprire”. Sul tema degli eventuali indennizzi, al momento non risultano risposte ufficiali per le imprese sospese. “Si parla di vie legali e responsabilità da accertare, ma intanto il quartiere paga il prezzo più alto”, conclude Gambari.

