Prima della revisione, in Liguria i Comuni montani da 166 erano scesi a 106. Ora sono 129. Scetticismo Pd: "Ennesima scelta pasticciata"
Importanti novità per i territori montani della Liguria arrivano dal percorso di revisione nazionale dei criteri di classificazione dei Comuni montani previsto dalla Legge sulla Montagna. A seguito dell’incontro svoltosi oggi tra il vicepresidente della Regione Liguria con delega alla Montagna, Alessandro Piana, e gli assessori delle altre Regioni, emerge un quadro più favorevole per numerosi enti locali liguri.
Grazie all’ampliamento dei criteri e alla revisione dei parametri nazionali, 23 Comuni liguri torneranno con tutta probabilità a essere classificati come “Comuni montani”. Prima della revisione, in Liguria i Comuni montani erano 166; la prima proposta ministeriale ne aveva ridotto il numero a 106. Con le modifiche concordate, il totale sale ora a 129 Comuni montani complessivi.
“Sulla base del recepimento dell’ampliamento dei criteri e della revisione dei parametri – ha dichiarato Piana – possiamo affermare che 23 Comuni liguri rientreranno nella classificazione di Comune montano. Un risultato importante per il nostro territorio”.
Il vicepresidente ha sottolineato come la Regione Liguria sia riuscita a ottenere l’accoglimento di tutte le proposte avanzate: “In alcuni casi abbiamo ottenuto anche miglioramenti ulteriori. A fronte di un taglio medio nazionale stimato intorno al 40%, in Liguria la riduzione si attesta attorno al 20%”.
Resta inoltre aperta la possibilità di applicare una deroga, annunciata dal ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, che consentirà alle Regioni di proporre ulteriori inserimenti o esclusioni di Comuni sulla base di criteri generali condivisi. “Si tratta di un passo avanti importante nella tutela dei territori montani liguri – ha concluso Piana –. Attendiamo ora la ratifica della Conferenza Unificata delle Regioni”.
Scetticismo del Pd - “Il vicepresidente Piana festeggia il taglio del 20 per cento dei Comuni montani liguri: se non fosse una questione terribilmente seria, certe dichiarazioni meriterebbero soltanto una sonora risata. Piana deve chiarire fino in fondo qual è la sua posizione: è d’accordo o no con la decisione assunta dal Governo? Ritiene corretti i parametri applicati? Si è confrontato davvero con le amministrazioni locali interessate? E soprattutto: l’ANCI è stata coinvolta come protagonista di questo percorso decisionale? Piana dica se la nuova classificazione risponde davvero alle esigenze reali della Liguria oppure è solo un modo per escludere Comuni, con tutte le conseguenze che questo comporta in termini di risorse, servizi e opportunità di sviluppo. A nostro giudizio siamo di fronte all’ennesima scelta verticistica e centralistica che la Lega e questo Governo hanno messo in campo. Da tempo sosteniamo che fosse necessario aprire un confronto trasparente e serio per definire in modo coerente quali Comuni possano essere considerati montani e quali no. Questo confronto non c’è stato. Per questo il nostro impegno continuerà: quanto emerge oggi è l’ennesima scelta pasticciata che rischia di danneggiare territori che garantiscono un presidio fondamentale. L’abbandono di queste aree avrebbe conseguenze gravi non solo per chi ci vive, ma per l’intera regione”. Davide Natale segretario PD Liguria e Gianluca Nasuti responsabile enti locali segreteria PD Liguria commentando la nuova classificazione dei Comuni montani presentata dall’assessore Piana.
