Il ritorno della Fiera del Libro in versione primaverile è ormai definito: si svolgerà dal 9 aprile al 3 maggio nella Galleria Mazzini, mentre sullo sfondo continua il confronto acceso tra Comune e Regione sul futuro dei Balletti di Nervi, che potrebbero essere riproposti con una frequenza biennale. Anche l’organizzazione della fiera, però, non è stata priva di tensioni.
Gli operatori del settore librario avevano infatti spinto per confermare la sede di piazza Matteotti, considerata più efficace in termini di affluenza e vendite. La richiesta era stata accompagnata da forti prese di posizione, fino all’ipotesi di rinunciare all’evento. Nonostante ciò, Palazzo Tursi ha scelto di non modificare i piani, mantenendo la collocazione originaria.
Il presidente della Fiera, Marcello Ambrogio, ha spiegato che erano state avanzate diverse proposte alternative, tutte respinte, mentre l’ipotesi del Porto Antico si è rivelata impraticabile a causa della sovrapposizione con altre iniziative. Dal canto suo, l’assessora al Commercio Tiziana Beghin ha ribadito che la galleria rappresenta la sede tradizionale della manifestazione e che il trasferimento degli anni passati era stato solo temporaneo, legato ai lavori. Ha inoltre evidenziato come la presenza di numerosi eventi renda complicata la gestione degli spazi cittadini, confermando però l’intenzione di salvaguardare piazza Matteotti. Per il futuro non si escludono cambiamenti, purché inseriti in una pianificazione tempestiva.
Parallelamente, resta aperto il nodo del Festival di Nervi. Dopo l’apertura della Regione a sostenere l’edizione 2026, accompagnata dall’invito al Comune a trovare le risorse mancanti, è arrivata la replica della sindaca Silvia Salis e dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che hanno richiamato l’attenzione sui finanziamenti non ancora concretizzati relativi all’anno precedente.
In particolare, il contributo straordinario da 500 mila euro annunciato dal presidente della Regione Marco Bucci non risulta formalizzato. Per l’amministrazione comunale, ciò rende difficile immaginare una nuova edizione senza adeguate garanzie economiche, considerando che il costo complessivo si aggirerebbe attorno al milione di euro e che restano ancora da coprire spese pregresse.
Anche alla luce delle raccomandazioni improntate alla cautela da parte dei revisori della Fondazione Carlo Felice, il Comune ritiene più prudente orientarsi verso una gestione sostenibile, riportando il Festival a una cadenza non annuale.
Questa linea rappresenta una risposta negativa alle sollecitazioni dell’assessora regionale Simona Ferro e del consigliere Federico Bogliolo, che avevano auspicato il ritorno immediato della manifestazione, sottolineando come al momento sia soprattutto il sovrintendente Galli a impegnarsi nella ricerca di una via d’uscita operativa.

