Crollo via Napoli, Ferrante a Telenord: “Genova fragile, paghiamo sessant'anni di errori”

Impalcati: “È una situazione delicata: dobbiamo garantire sicurezza senza bloccare la mobilità e l’economia della città”

Massimo Ferrante, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Genova, traccia per Telenord un quadro severo delle criticità strutturali che interessano Genova, tra frane, muri di sostegno deteriorati e infrastrutture da monitorare.

Secondo Ferrante, quanto accaduto al Lagaccio non è un episodio isolato ma il risultato di “un’edilizia selvaggia costruita dagli anni ’50”, che ha aggredito le colline con grandi palazzi sostenuti da muraglioni in cemento armato. “Il problema è che la natura non è statica, è dinamica”, spiega, sottolineando come l’acqua scorra nel sottosuolo provocando nel tempo dilavamenti e pressioni sulle strutture.

Ferrante evidenzia che il cemento armato “non è eterno come le piramidi”, perché è un materiale composito soggetto a deterioramento, soprattutto se privo di manutenzione. “Se nessuno controlla drenaggi e ferri che affiorano, il calcestruzzo si deteriora e la struttura si indebolisce”. A suo avviso, negli ultimi 60-70 anni si è trascurata la manutenzione preventiva, anche per le difficoltà economiche dei condomìni nel sostenere spese costose.

Il territorio ligure, fragile per conformazione e aggravato dai cambiamenti climatici, rende la situazione ancora più critica. “Ogni volta che c’è una pioggia intensa non ci chiediamo se ci sarà una frana, ma dove sarà”, osserva. Per Ferrante servono norme nazionali specifiche per regioni come Liguria, Calabria e Sicilia, con incentivi fiscali per aiutare i privati a intervenire sui muri di sostegno.

Sulla situazione degli edifici coinvolti, chiarisce che il Comune ha garantito assistenza immediata alle famiglie sfollate, ma le decisioni sul rientro spettano ai tecnici nominati dal condominio. “L’amministrazione può solo applicare le norme vigenti, non sostituirsi ai privati nelle responsabilità”.

Il ragionamento si estende poi alle infrastrutture cittadine. Dopo il crollo del Ponte Morandi, la normativa impone controlli su ponti e impalcati. Ferrante sottolinea che Genova, con circa 650 strutture da monitorare, ha una situazione particolarmente complessa. Le ispezioni hanno già portato alla chiusura di una passerella pedonale a Struppa per criticità statiche.

“È una situazione delicata: dobbiamo garantire sicurezza senza bloccare la mobilità e l’economia della città”. I monitoraggi e gli eventuali interventi richiederanno risorse significative, stimate in circa 10 milioni di euro solo per la prima fase.

Ferrante conclude evidenziando come nei prossimi mesi si concentreranno scadenze cruciali tra controlli infrastrutturali e progetti legati al PNRR. “In quattro mesi dobbiamo fare quello che non è stato fatto negli ultimi vent’anni”, afferma, ribadendo la necessità di finanziamenti nazionali per mettere in sicurezza una città che sconta decenni di scarsa manutenzione.


20/02/2026
R.C.