Genova, trasferimento depositi chimici: il 5 marzo l'udienza al Consiglio di Stato

Scritto il 18/02/2026
da Claudio Baffico

La vicenda legata al possibile trasferimento dei depositi chimici di Carmagnani e Superba dal quartiere genovese di Multedo a Ponte Somalia, nell’area portuale di Sampierdarena, è arrivata a un nuovo snodo decisivo dopo mesi di apparente stallo. Il 5 marzo è infatti in calendario l’udienza davanti al Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi sul ricorso contro la sentenza che ha annullato la procedura di Adeguamento tecnico funzionale (Atf), bloccando di fatto il progetto di ricollocazione.

A presentare ricorso sono stati l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, la struttura commissariale guidata dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la società Superba. Il nodo giuridico riguarda la legittimità dell’Atf: secondo il Tar Liguria, per spostare i depositi sarebbe necessaria una variante al Piano regolatore portuale e non un semplice adeguamento tecnico.

Il pronunciamento del Consiglio di Stato, atteso entro un massimo di 90 giorni dall’udienza, sarà definitivo. Se i giudici confermeranno la decisione del Tar, l’ipotesi di trasferimento verrà accantonata. In caso contrario, si riaprirebbe una partita che per anni ha acceso il dibattito cittadino, soprattutto a Sampierdarena.

Proprio nel quartiere del ponente genovese si sono concentrate le proteste dei residenti, preoccupati per l’impatto sulla sicurezza derivante dalla presenza dei depositi chimici a ridosso dell’area urbana. Le aziende interessate, dal canto loro, hanno sempre sostenuto l’affidabilità degli impianti e il rispetto delle distanze di sicurezza previste, evidenziando come a Multedo le abitazioni siano attualmente molto più vicine ai siti produttivi rispetto a quanto accadrebbe a Ponte Somalia.

Nel progetto definitivo presentato da Superba è prevista la realizzazione di 71 serbatoi lungo la banchina. Il nuovo polo consentirebbe lo stoccaggio e la movimentazione di prodotti chimici liquidi per un volume stimato tra 300 e 400 mila tonnellate all’anno. L’area destinata all’insediamento coprirebbe circa 77.251 metri quadrati, una superficie superiore a quella oggi occupata dai depositi di Multedo.

Per il trasferimento sono stati stanziati 30 milioni di euro di fondi pubblici attraverso il decreto Genova varato dopo il crollo del Ponte Morandi, mentre gli investimenti per la costruzione dell’impianto industriale resterebbero a carico dei privati.

Dal punto di vista logistico, il piano prevede che le sostanze chimiche liquide vengano movimentate via terra con autobotti, mediante la costruzione di una pensilina di carico in grado di accogliere fino a sette baie, pari a 14 corsie operative. Nei documenti progettuali si fa inoltre riferimento all’arrivo di "navi cisterna e bettoline da ormeggiarsi sulle esistenti banchine di Ponte Somalia", nonostante l’attuale divieto imposto dalla Capitaneria di Porto.

È prevista anche la realizzazione di un collegamento ferroviario interno al deposito, con un fascio di tre binari per uno sviluppo complessivo di circa 1.650 metri, dotato di pensilina con sei punti di carico per carri cisterna e pesa ferroviaria sottostante. Un’infrastruttura che completerebbe il sistema di accesso su gomma e via mare, rendendo il nuovo impianto un nodo intermodale per la movimentazione dei prodotti chimici.