È morta a 90 anni la storica ed ex docente dell’Università di Genova. Il ricordo dell’assessore Montanari
La comunità accademica e culturale genovese piange Giovanna Petti Balbi, tra le più autorevoli studiose del Medioevo italiano, per decenni punto di riferimento dell’Università di Genova e voce centrale negli studi sulla storia medievale cittadina. Aveva 90 anni.
Profilo – Storica rigorosa, medievista riconosciuta a livello nazionale, Petti Balbi ha legato il proprio nome a ricerche fondate su un uso sistematico delle fonti archivistiche, in particolare dell’Archivio di Stato di Genova, contribuendo a ricostruire dinamiche politiche, sociali ed economiche della città medievale.
Metodo – A sottolinearne il valore è l’assessore comunale alla Cultura Giacomo Montanari: “Giovanna Petti Balbi è stata una maestra di metodo, anche per chi come me di Medioevo non si è mai occupato professionalmente. Ma il metodo, nella ricerca, è tutto: è ciò che conferisce solidità, concretezza, credibilità e prospettiva alle nostre ipotesi”.
Eredità – Secondo Montanari, la studiosa ha offerto “uno sguardo profondo, attraverso le fonti documentarie dell’Archivio di Stato, capace di restituire vita e voce a una civiltà lontana, eppur così presente ancora oggi nei luoghi fisici e nei documenti della nostra città”.
Università – Per generazioni di studenti e giovani ricercatori è stata una guida scientifica e intellettuale, apprezzata per la precisione filologica e per la capacità di trasmettere il valore del lavoro sulle fonti.
Memoria – La sua scomparsa lascia un vuoto importante nel panorama degli studi medievali, ma il suo contributo resta patrimonio stabile della storiografia italiana e della conoscenza su Genova.
