Blocco dei trasporti, prezzi stabili per l’ortofrutta a Genova. Vassallo: "Per ora nessun aumento, possibili rincari se la situazione peggiorerà"

Il presidente della Società Gestione Mercato rassicura sulla situazione al Centro Agroalimentare di Genova-Bolzaneto, ma avverte: la logistica è strategica per la filiera agroalimentare. E le tensioni nello stretto di Hormuz possono avere conseguenze pesanti sulla produzione europea.

Per il momento, il blocco degli autotrasportatori nel Centro-Sud Italia non ha avuto ripercussioni sui prezzi dell'ortofrutta al mercato di Genova-Bolzaneto. A confermarlo è Gianni Vassallo, presidente della Società Gestione Mercato.

«Non hanno influito minimamente, devo dire la verità. Non vorrei portare sfortuna, ma fino adesso non abbiamo nessuna variazione in aumento rispetto ai prezzi della stessa settimana dell'anno precedente», spiega Vassallo, sottolineando come, allo stato attuale, le difficoltà legate al trasporto su gomma non abbiano ancora compromesso l'approvvigionamento del mercato genovese.

Le oscillazioni dei prezzi registrate finora sono invece riconducibili soprattutto alle condizioni climatiche. «Se ci sono delle variazioni in aumento o in riduzione dei prezzi rispetto all'anno scorso sono sempre legate a fattori climatici. Il fenomeno dell'approvvigionamento determinato dalle attività degli autotrasportatori per adesso non ci tocca».

Ortofrutta, le variazioni dei prezzi dipendono dal clima

Le rilevazioni settimanali effettuate dal mercato consentono di confrontare i prezzi con quelli registrati nello stesso periodo dell'anno precedente. Da questi dati emergono, al momento, soltanto variazioni contenute, in aumento o in diminuzione, legate agli effetti delle condizioni meteorologiche delle settimane precedenti.

«Ci sono piccole variazioni in aumento o in diminuzione che sono ancora residui di quelle situazioni climatiche negative o positive che si sono verificate un mese fa», precisa il presidente della Società Gestione Mercato.

Tra i prodotti che possono risentire maggiormente della carenza d'acqua ci sono i pomodori e le insalate, comprese le lattughe. La diminuzione delle quantità disponibili può infatti determinare un aumento dei prezzi, anche se, come osserva Vassallo, si tratta attualmente di scostamenti percentuali limitati rispetto allo scorso anno.

Il quadro potrebbe però cambiare se le proteste degli autotrasportatori dovessero proseguire o estendersi anche al Nord Italia. «Se la situazione dovesse peggiorare è prevista naturalmente una situazione di difficoltà», avverte Vassallo.

L'alternativa dei mercati spagnoli per garantire i rifornimenti

Il Centro Agroalimentare di Genova può tuttavia contare su una strategia di approvvigionamento alternativa, costruita nel corso degli anni attraverso rapporti consolidati con importanti mercati spagnoli, che rappresentano un riferimento significativo per la produzione ortofrutticola.

«Da anni abbiamo rapporti strutturali di internazionalizzazione con i più importanti mercati spagnoli, che sono grandi produttori di prodotti ortofrutticoli. Per cui, in situazioni di difficoltà, noi abbiamo la possibilità di approvvigionarci tramite le strutture dei mercati spagnoli», spiega il presidente.

Una rete di relazioni che potrebbe consentire di limitare gli effetti di eventuali interruzioni nei flussi commerciali e di contenere le difficoltà per gli operatori e per i consumatori. Vassallo ricorda, in particolare, quanto avvenuto nel 2023, quando eventi climatici particolarmente pesanti colpirono diverse aree agricole italiane, tra cui Emilia-Romagna, Puglia e Sicilia. Anche in quell'occasione, il ricorso al mercato spagnolo rappresentò una soluzione per garantire la disponibilità dei prodotti.

La strategia, dunque, è già stata sperimentata, ma non elimina completamente i rischi. «Non c'è dubbio che, in prosecuzione di situazioni di difficoltà, la riduzione di prodotto che può arrivare a Genova può determinare degli aumenti», chiarisce Vassallo.

La logistica è diventata strategica per l'agroalimentare

Il presidente della Società Gestione Mercato ha allargato il ragionamento al ruolo del trasporto nella filiera agroalimentare, condividendo la necessità di considerare la logistica non più come un elemento secondario rispetto alla produzione.

«In tutti questi anni la produzione si è diversificata in tutti i Paesi del mondo, si produce qualunque cosa in qualunque parte. Questo ha determinato un aumento strategico della funzione del trasporto», osserva.

Una trasformazione che rende la movimentazione delle merci un fattore decisivo per garantire tempi di consegna, qualità e disponibilità dei prodotti. Nel comparto ortofrutticolo, in particolare, la rapidità dei trasferimenti e l'utilizzo di mezzi adeguati, come i camion refrigerati, sono fondamentali per preservare le caratteristiche delle merci deperibili.

«La logistica ha una funzione strategica sulla filiera dell'agroalimentare in termini di velocità e in termini di efficacia dei tipi di strumenti che vengono utilizzati. Non è più qualcosa che è aggiuntivo rispetto alla produzione, è sempre più importante in tutta l'Europa e anche in Italia».

Per Vassallo, si tratta quindi di un fenomeno che deve essere affrontato attraverso una pianificazione strutturale, soprattutto in un contesto nel quale le tensioni sui trasporti possono ripercuotersi rapidamente sull'intera catena di distribuzione.

Lo stretto di Hormuz e il rischio fertilizzanti

A preoccupare, oltre alle difficoltà immediate del trasporto su gomma, è anche lo scenario geopolitico internazionale. In particolare, Vassallo richiama l'attenzione sulle possibili conseguenze delle tensioni nello stretto di Hormuz, snodo strategico per i traffici energetici e per alcuni approvvigionamenti fondamentali per l'agricoltura.

«Se lei mi parla di stretto di Hormuz mi parla di una grande pericolosità per tutta la filiera dell'agroalimentare, che non è solo l'agricolo, è l'agroalimentare, cioè dell'industria collegata ai prodotti agricoli», afferma.

Il punto centrale riguarda i fertilizzanti, i cui costi e la cui disponibilità possono essere influenzati dalle interruzioni dei flussi commerciali internazionali. Un problema che, secondo Vassallo, rischia di incidere direttamente sui costi di produzione agricola.

«Questo aumento, questa difficoltà di produzione di fertilizzanti e quindi aumento dei costi che inevitabilmente si realizzerà incide direttamente sulla produzione. Da quando c'è la semina e quindi c'è l'utilizzazione dei fertilizzanti».

Le conseguenze, in questo caso, potrebbero andare ben oltre le oscillazioni temporanee dei prezzi determinate dal clima o dai disagi logistici. Un aumento dei costi dei fertilizzanti può infatti ripercuotersi sulle decisioni produttive e sui costi sostenuti dalle aziende agricole, con effetti che possono manifestarsi anche nel medio e lungo periodo. La conclusione di Vassallo è netta: «Se non si risolve questo, questo sarà un fenomeno devastante per tutta l'Europa e avanti per anni».

Per il mercato ortofrutticolo di Genova, dunque, la situazione resta al momento sotto controllo, senza aumenti attribuibili al blocco degli autotrasportatori. Ma la tenuta degli approvvigionamenti dipenderà dall'evoluzione della protesta, dalla capacità di diversificare i canali di rifornimento e da uno scenario internazionale che potrebbe incidere sempre più profondamente sui costi dell'intera filiera agroalimentare.


23/10/2026
Luca Pandimiglio