Tensione in consiglio regionale. Orlando: "Segnale politico molto brutto". Il governatore: "Sceneggiata rivelatasi boomerang per la sinistra"
Si accende il confronto politico in Liguria sul futuro di Amt, l’azienda del trasporto pubblico genovese. Al centro del dibattito, l’intervento economico annunciato dal presidente della Regione Marco Bucci, che ha confermato la disponibilità di risorse per sostenere la società, ma anche le modalità e i tempi dell’operazione, ancora legati a passaggi tecnici e giudiziari.
Bucci ha ribadito che sono pronti 40 milioni di euro come investimento una tantum per rafforzare il capitale dell’azienda, a cui si aggiungono 110 milioni annui di contributi e circa 3 milioni destinati alla ferrovia Genova-Casella. Due le possibili strade allo studio: l’ingresso diretto della Regione nel capitale sociale oppure il trasferimento delle risorse al Comune di Genova, che procederebbe poi con un aumento di capitale sotto il controllo regionale. La scelta definitiva, ha spiegato il governatore, dipenderà anche dalle valutazioni della Corte dei Conti.
I tempi dell’operazione sono però vincolati all’iter di approvazione del piano di ristrutturazione di Amt: prima il via libera dell’assemblea dell’azienda, previsto ad aprile, poi l’ok del curatore e infine quello del tribunale. Solo a quel punto la Regione potrà formalizzare l’intervento. Bucci ha inoltre respinto le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su presunte operazioni alternative, definendole “false e messe in giro per creare caos”.
Il dibattito in aula si è acceso anche sul piano politico. Durante la seduta del Consiglio regionale, l’opposizione ha abbandonato temporaneamente l’aula in segno di protesta per la decisione di rinviare a fine seduta l’audizione dei lavoratori Amt presenti. I consiglieri di minoranza hanno comunque incontrato i dipendenti all’esterno, denunciando la mancanza di risposte concrete e giudicando insufficiente l’intervento illustrato dalla giunta.
A farsi portavoce delle critiche è stato l’ex ministro Andrea Orlando, che ha parlato di un “segnale politico molto brutto” e di una situazione ancora priva di sviluppi sostanziali rispetto ai mesi precedenti. Secondo l’opposizione, le ipotesi sul tavolo restano indefinite e i lavoratori continuano a non avere certezze.
Di segno opposto la posizione della maggioranza, che ha difeso l’operato della Regione sottolineando la concretezza delle risorse messe a disposizione e l’impegno a garantire continuità aziendale, servizio pubblico e tutela occupazionale. I capigruppo hanno accusato la minoranza di alimentare polemiche e allarmismi, sostenendo che l’intervento regionale rappresenta l’unica alternativa per evitare l’ingresso di capitali privati.
Duro anche il commento dello stesso Bucci sull’uscita dall’aula: il presidente ha parlato di una “sceneggiata” che si sarebbe rivelata un boomerang per l’opposizione, invitando a un confronto più costruttivo su una vicenda che resta cruciale per il futuro del trasporto pubblico locale.

