Riceviamo e pubblichiamo dal segretario provinciale Siap Genova Roberto Traverso
Il confronto che si è svolto oggi a Genova sul tema della sicurezza urbana, alla presenza dei sindaci di Genova, Bari, Firenze e Bologna e dei vertici delle rispettive Polizie locali, ha rappresentato un momento di discussione istituzionale importante e di alto livello.
In questo quadro, l’intervento conclusivo del Prefetto Franco Gabrielli è stato decisivo e, per chi come il SIAP segue quotidianamente questi temi, profondamente chiarificatore. Le sue parole hanno ribadito un principio che riteniamo fondamentale: la sicurezza sul territorio è una funzione dello Stato e può essere garantita solo attraverso un coordinamento reale, strutturato e pienamente operativo di tutte le forze in campo.
È proprio da questo passaggio che emerge con forza la piena coerenza con quanto il SIAP sostiene da sempre.
Nel dibattito odierno è apparso evidente che non si può continuare a ragionare solo in termini di incremento degli organici come unica risposta ai problemi della sicurezza. È un tema reale, che il sindacato porta avanti con determinazione insieme a tutte le sigle del comparto, ma non può essere considerato l’unico strumento per dare risposte immediate ai cittadini.
Nel frattempo, occorre costruire modelli organizzativi efficaci, capaci di mettere a sistema tutte le risorse già presenti sul territorio. Ed è qui che si gioca la vera sfida.
Il modello di sicurezza urbana deve infatti essere in grado di integrare in modo concreto le attività investigative e di prevenzione e repressione dei reati con quelle di controllo amministrativo del territorio: dagli affitti alle licenze commerciali, fino ai fenomeni di degrado urbano. Tutto questo è possibile solo mettendo insieme in modo coordinato le Forze di polizia e le Polizie locali.
Ma il punto centrale, ribadito anche nel dibattito, è che questo sistema deve essere governato e coordinato dalle Autorità di pubblica sicurezza, attraverso un modello strutturato e non lasciato alla spontaneità dei singoli territori.
In questo senso, il riferimento ai Patti per la Sicurezza Urbana previsti dal Decreto Minniti è decisivo. Strumenti che devono essere pienamente attuati e resi realmente operativi, superando una logica spesso troppo formale o basata su principi generali. I patti devono diventare uno strumento concreto di governo integrato della sicurezza, con obiettivi chiari, responsabilità definite e una reale capacità di incidere sull’operatività quotidiana.
Non meno importante è il richiamo alla Legge 121 del 1981, che già delineava con chiarezza il ruolo centrale dello Stato nel governo della sicurezza e il sistema dell’Autorità di pubblica sicurezza sul territorio. A distanza di oltre quarant’anni, quella visione di coordinamento e integrazione non risulta ancora pienamente attuata, soprattutto nella capacità di mettere a sistema tutte le componenti istituzionali coinvolte.
Il SIAP ritiene che da questo dibattito emerga con forza un indirizzo chiaro: la sicurezza urbana non può essere frammentata, né affidata a interventi separati o non coordinati. Deve invece essere un sistema integrato, capace di unire prevenzione, controllo del territorio e capacità amministrativa di incidere sui fenomeni che generano insicurezza.
Genova ha oggi l’opportunità di diventare un laboratorio avanzato di questo modello, a condizione che si superino approcci parziali e si abbia il coraggio di rendere davvero operativo un sistema coordinato dallo Stato.
Il messaggio emerso oggi è netto e non interpretabile: solo il coordinamento dello Stato può garantire una sicurezza urbana efficace e moderna.
Il SIAP continuerà a sostenere con determinazione questa impostazione, nell’interesse dei cittadini e delle donne e degli uomini in divisa che ogni giorno garantiscono sicurezza e legalità.

