La sindaca: "Dopo che per tanti anni la realtà sulla situazione di alcune aziende partecipate del Comune è stata nascosta, i conti arrivano"
Un aumento della TARI che si aggira attorno al 5,6% o 5,7% e che servirà a coprire almeno in parte l’aumento dei costi sancito dal piano economico finanziario dell’azienda partecipata (6,7%). E' quanto si profila per i cittadini genovesi. Spiega la sindaca Silvia Salis: "Il piano economico per la gestione del ciclo dei rifiuti che ci è stato trasmesso dall'Agenzia regionale prevede un aumento dei costi del 6,7% e noi abbiamo fatto il possibile per mitigarne l'impatto. A nessuno fa piacere aumentare le tasse e non è neanche conveniente dal punto di vista politico ma, dopo che per tanti anni la realtà sulla situazione di alcune partecipate è stata nascosta, i conti arrivano. Ora i soldi sono finiti e io non voglio lasciare le aziende come le ho trovate, perché penso che non debbano essere utilizzate per ottenere consenso".
La cifra è stata presentata dall’assessora ai Rifiuti Silvia Pericu martedì sera in una riunione di maggioranza alla quale hanno partecipato i capigruppo e i segretari dei partiti. Un appuntamento quasi solo formale visto il passaggio obbligato per l’amministrazione.
Ora il passaggio in giunta (in forma itinerante, in Bassa Val Bisagno) e poi la discussione e votazione in consiglio comunale. Le nuove tariffe scatteranno già in vista del saldo Tari di fine anno ma secondo le scadenze di legge il piano va definito entro il 31 luglio.
Il rincaro dovrebbe essere orizzontale per tutte le categorie di utenti e sarà mitigato, probabilmente, dall’uso di parte delle risorse dall’imposta di soggiorno. Ma ancora prima di essere presentato ha già fatto scattare le prime critiche da parte dei sindacati che hanno emesso un comunicato: Nelle ultime settimane come CGIL CISL UIL abbiamo avanzato proposte precise per confermare ed allargare il contributo comunale già sottoscritto negli anni precedenti sommandolo al nuovo bonus varato a livello nazionale in particolare chiedendo che anche il contributo comunale possa essere erogato in modo automatico e non dietro richiesta dei beneficiarI in modo da garantire l’universalità della misura.
Come CGIL CISL UIL abbiamo inoltre chiesto al Comune di Genova di confermare integralmente lo stanziamento di 1.200.000 euro previsto dal precedente protocollo poichè Bonus nazionale non può diventare un alibi per ridurre l’impegno dell’Amministrazione comunale ma, deve essere l’occasione per ampliare la tutela sociale, soprattutto in una città dove il peso della TARI è già molto elevato per famiglie, lavoratori e pensionati.
Per queste ragioni la notizia di un possibile aumento della TARI, mai espressa dal comune ai tavoli di confronto ed appresa a mezzo stampa rappresenta un fatto grave sia nel merito sia nel metodo.
Nel merito, perché un aumento della tassa neutralizzerebbe l’effetto del protocollo: da un lato si costruisce una misura per alleggerire il peso della TARI sui cittadini fragili, dall’altro si ipotizza un rincaro che rischia di assorbire il beneficio con un’illusione contabile: il cittadino riceve un sostegno, ma nel frattempo la tassa aumenta.
Nel metodo, perché le relazioni sindacali sono cosa seria, non è accettabile che con un confronto aperto vengano cambiate unilateralmente le condizioni andando in senso opposto rispetto a quanto dichiarato dall’amministrazione ai tavoli.
Come CGIL CISL UIL chiediamo quindi al Comune di Genova di fare chiarezza con estrema urgenza ribadendo la disponibilità a sottoscrivere un protocollo utile, serio e realmente redistributivo. Non siamo disponibili a proseguire un percorso che sia svuotato nei fatti da un aumento della TARI. Il protocollo deve servire ad alleggerire il peso sui cittadini più fragili di una tassa già oggi fra le più alte d’Italia, non a rendere socialmente più accettabile un ulteriore rincaro, ma occorre anche accelerare la chiusura del ciclo dei rifiuti con la realizzazione di impianti di smaltimento.
Come CGIL CISL UIL ribadiamo con forza che il contributo comunale deve integrarsi con Bonus Nazionale, non essere sostituito; le risorse del Comune devono essere confermate; la soglia ISEE deve essere ampliata e soprattutto non si può aumentare ulteriormente la TARI. Occorre sostenere le famiglie più fragili, non penalizzarle".
Cavo (NM) - "Un aumento della TARI superiore al 5% è una nuova stangata per famiglie e imprese genovesi. Ancora una volta la Giunta Salis sceglie di far pagare ai cittadini il conto della propria incapacità di trovare soluzioni alternative. Non è contestabile soltanto il merito della decisione, che per Assutenti porterà aumenti fino a 40 euro a famiglia, ma anche il metodo: un aumento annunciato all'ultimo momento, senza alcun confronto con le opposizioni, le categorie economiche e la città. Un modo di amministrare che manca di trasparenza e condivisione. Genova è già tra le città con la TARI più alta d'Italia. Nonostante la situazione disastrosa ereditata dalla giunta Doria, lo sforzo del centro destra è stato quello di non aumentarla. L'esattrice Salis invece vede i genovesi come bancomat e le uniche decisioni che dimostra di saper prendere sono quelle che riguardano gli aumenti delle tasse. Aumentare la Tari peraltro di fronte alla situazione di sporcizia della città è ai limiti dell'azzardo. E non basta continuare a evocare le responsabilità del passato: oggi chi governa deve assumersi la responsabilità delle proprie decisioni. La Giunta Salis fermi questa manovra che i genovesi, che non sono un bancomat, non capirebbero." Lo afferma Ilaria Cavo, deputata ligure di Noi Moderati e Capogruppo di Noi Moderati - Orgoglio Genova in Consiglio comunale.
Matteo Rosso e Alessandra Bianchi (FdI) - "Mentre l'Ufficio Parlamentare di Bilancio certifica che mai nessuno ha fatto tanto per i redditi medio bassi come il governo di Giorgia Meloni, a Genova vediamo che la sinistra fa l'esatto contrario e aumenta le tasse. Oggi i genovesi hanno sentito annunciare che la Tari per loro aumenterà quasi del 6% e questo senza avere nessun vantaggio" commenta l'On. Matteo Rosso coordinatore regionale di Fratelli d'Italia. "Non è la prima volta per la città e, ahimè, non sarà l'ultima – prosegue Rosso – però, oggi, a più di un anno di distanza i genovesi si sono accorti di come amministra Genova il campo larghissimo: la città è più insicura, più sporca e ci sono meno autobus. Le uniche cosa che aumentano sono le tasse. Io ricordo invece che uno dei primi atti della giunta Bucci fu abbassare il costo dei parcheggi che a Genova erano tra i più cari d'Italia. Ora con Salis & C torneremo a quei livelli". "Sembrava strano che il Sindaco non attingesse dal classico repertorio del 'è colpa di quello di prima' per provare a giustificare la decisione di aumentare la TARI per i cittadini" - evidenzia Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d'Italia in Comune che poi aggiunge - "dopo oltre un anno di governo lo storytelling fazioso di questa amministrazione, sempre alla costante ricerca di alibi o capi espiatori su cui addossare le scomode responsabilità delle proprie decisioni non solo ha stufato ma soprattutto non è più credibile. Sicuramente un metodo più facile rispetto a doversi rimboccare le maniche e lavorare seriamente. Ma è proprio questa differenza che orgogliosamente ha distinto l'attività del centrodestra da quella di questa Amministrazione come ha ricordato anche il nostro coordinatore regionale. Per i genovesi, già costretti a fare i conti con una TARI tra le più elevate, è quindi in arrivo l'ennesima 'stangata': in cambio continueranno ad avere una città che è sempre più sporca e con sempre meno servizi" concludono all'unisono Rosso e Bianchi.
Bordilli e Bevilacqua (Lega) - “Mentre la Giunta prepara a porte chiuse un ulteriore aumento della TARI superiore, a quanto si legge, al 5.5%, a pagare il conto sono ancora una volta i cittadini e le imprese di Genova, su cui grava già un prelievo tra i più elevati a livello nazionale. Contestiamo con forza sia nel merito questo ennesimo rincaro, sia nel metodo un’amministrazione che decide senza la minima condivisione.” È la ferma presa di posizione di Paola Bordilli assieme al collega Alessio Bevilacqua a seguito delle notizie sull'incremento della tassa sui rifiuti approvata in Giunta.
“Genova figura già ai vertici delle classifiche nazionali per costo della TARI, con famiglie che versano cifre significativamente superiori rispetto a quelle di altre grandi città come Milano, Bologna o Torino. Continuare ad alzare le tariffe mentre il servizio di pulizia e decoro cittadino resta del tutto insoddisfacente significa pesare sul bilancio familiare come una vera e propria bolletta aggiuntiva, senza offrire alcun miglioramento reale.”
“Respingiamo al mittente le giustificazioni d'ufficio sui costi di gestione dell'azienda: non si possono mascherare la mancanza di programmazione e la propria inadeguatezza con decisioni calate dall'alto all'ultimo minuto. Mettere a verbale gli aumenti pochi giorni prima della scadenza di legge di fine luglio, scavalcando il dialogo con le opposizioni, i sindacati , le categorie e la città tutta è un metodo inaccettabile che azzera la partecipazione e la trasparenza.”“Chiediamo all’amministrazione di fermare la manovra, aprire un tavolo di confronto trasparente e individuare coperture alternative all'interno del bilancio, evitando di gravare ulteriormente sui pensionati, sulle famiglie e sul tessuto economico della nostra città.”, concludono.

