Assoviaggi, un centinaio i turisti liguri nei territori interessati dalla guerra

"Ad una prima stima sono circa un centinaio i turisti liguri interessati e che stiamo cercando di riproteggere su altre rotte, monitorando costantemente la situazione in accordo con la nostra segreteria nazionale". A fare il punto sul caos aeroporti determinato dallo scoppio della guerra in Medio Oriente è Emilio Cordeglio, presidente regionale Assoviaggi da poco riconfermato anche alla vicepresidenza nazionale dell’associazione che rappresenta agenzie e tour operator aderenti a Confesercenti.

Il conflitto in Iran ha infatti causato, nel week end appena trascorso, la più grande interruzione del trasporto aereo degli ultimi anni, mettendo sotto attacco anche il turismo organizzato. Che, oltre alle difficoltà operative dovute a cancellazioni e rientri, nei prossimi 30 giorni potrebbe perdere altre circa 3.500 prenotazioni tra pacchetti e servizi, per oltre 6,4 milioni di euro di mancati introiti. Nella sola Liguria operano 303 tra agenzie e tour operator che impiegano più di mille addetti.

"La situazione nell’immediato è sotto controllo perché – prosegue Cordeglio – a valle del Covid-19, la gran parte di chi viaggia oggi si cautela con delle coperture assicurative capaci di far fronte a inconvenienti gravi, per cui se non altro in questa fase non ci sono problemi di ordine economico e stiamo riuscendo a organizzare il rientro dei nostri clienti. Naturalmente le preoccupazioni sono legate al lungo periodo, perché allo stato attuale è impossibile prevedere se l’emergenza proseguirà ancora per giorni, settimane o mese, e questo getta nell’incertezza un settore già pesantemente colpito, negli anni scorsi, proprio dalle limitazioni agli spostamenti imposte dalla pandemia. E a rischio, oltre all’outgoing, c’è anche l’incoming, essendo naturalmente l’Italia una delle principali destinazioni turistiche a livello mondiale".

Ogni anno verso i paesi indirettamente coinvolti nelle azioni militari – Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Giordania, Arabia Saudita e, in misura minore, Oman – viaggiano oltre 610mila italiani e circa 60mila di loro si avvalgono dei servizi di tour operator e agenzie di viaggio.

Con l’intensificarsi delle azioni militari, l’intera area ha subito un’improvvisa escalation con un impatto immediato sulla sicurezza e sulla logistica dei viaggi, a partire dalla chiusura degli spazi aerei e dalle conseguenti cancellazioni di numerosi voli. Nei prossimi giorni sarà più chiaro se si andrà verso una mediazione o un’ulteriore intensificazione del conflitto, ma in ogni caso le scelte di viaggio degli italiani verso l’area sono destinate a rallentare. Assoviaggi consiglia di diffidare dalle tante “notizie”, più o meno veritiere, che circolano in rete: il Ministero degli Esteri, con il portale Viaggiare Sicuri, è l’unica fonte di informazioni certificate.

Per le prenotazioni già pianificate, le imprese del turismo organizzato si trovano a gestire criticità legate ad annullamenti dei voli, rinunce al viaggio e possibili scoperture assicurative connesse a instabilità politica o atti di guerra. In queste ore, inoltre, dalle imprese associate stanno arrivando richieste di intervento e sostegno al settore, alla luce delle cancellazioni che potrebbero intensificarsi nei prossimi giorni e che potrebbero riguardare anche destinazioni non direttamente interessate dall’area di crisi.

Sul versante dell’incoming, dai cinque paesi coinvolti dagli effetti iniziali del conflitto si registrano mediamente oltre 170mila arrivi annui e più di 2,5 milioni di pernottamenti: un elemento che segnala un possibile impatto anche sui flussi verso l’Italia, oltre che sulle partenze.

In questo contesto, Assoviaggi Confesercenti chiede che si valuti rapidamente l’attivazione di misure di sostegno per le imprese del turismo organizzato, a partire da strumenti di liquidità per gestire l’ondata di annullamenti e riprotezioni, da interventi che evitino di scaricare integralmente su Tour Operator e Agenzie i costi straordinari legati a cancellazioni e riprogrammazioni, così da ridurre l’incertezza operativa nelle fasi di crisi. La situazione è in costante monitoraggio e sarà aggiornata in base all’evoluzione del quadro internazionale.


02/03/2026
c.b.