C'è un'eredita silenziosa nel successo del fine settimana
Il giorno dopo la grande Adunata, le polemiche stanno a zero.
Ha vinto Genova, hanno trionfato gli Alpini e vanno riconosciuti i meriti di un centro destra cittadino che, anni fa, ha creduto in questo evento così come quelli dell’attuale centro sinistra che ha saputo perfezionare l’accoglienza delle Penne Nere nei dettagli operativi.
I lamenti restano tanto marginali quanto ovvi trattandosi di genovesità, ma irrilevanti per chi ragiona in buona fede, senza interessi di parte, e resta consapevole che qualsiasi grande evento porti in dote disagi: dal rally a qualsiasi corsa sportiva fino a fiere ed esposizioni cittadine. Il presunto barricamento in casa, talvolta, risulta sacrificio necessario per il bene della propria città.
Poi, innegabile, ogni aspetto è sempre migliorabile. A Genova e dintorni, viabilità e parcheggi. Non per questo, aspettando opere irrisolte da 50 anni, la Superba dovrebbe rinunciare a farsi ammirare dall’Italia e dal mondo. Il senso di gratitudine è stato sottolineato dalla diretta di Telenord e dai tanti attestati raccolti per le strade dagli inviati o dai telespettatori al telefono.
In mezzo a qualche strepito, per fortuna, passato sotto silenzio, a proposito di eredità alpina, si erge un’altra realtà non amplificata in modo adeguato: il capoluogo ligure resta il centro urbano più anziano d’Europa.
Ecco, quelle file di servizi igienici monocolore, uno accanto all’altro, nel fine settimana dell’Adunata, avranno pur bloccato la digestione alla Sopraintendenza, ma hanno ricordato, ancora una volta, che questa città avrebbe assoluta necessità e urgenza di migliorare una tale risposta.
Non certo perchè gli Alpini hanno lasciato De Ferrari e dintorni più sporca di come l'avevano trovata giovedì mattina, il contrario.
Perché senza servizi base adeguati non può esserci turismo decoroso. E ancor prima viene meno una qualità della vita solida per chi, lì, vive 365 giorni all’anno con le comprensibili necessità dovute alla carta anagrafica.
W gli Alpini, anche per averci ricordati, una volta in più, chi siamo.

