Un abitante del civico 68, vicino al palazzo della frana: "Conviviamo con i rivi sotto le nostre abitazioni"
Al Lagaccio, a Genova, la mattinata scorre lenta all’ingresso della strada privata di via Napoli, civici dal 66 al 72. È una strada in discesa, stretta tra i palazzi costruiti negli anni Settanta, che conduce fino al numero 72, il civico evacuato dopo il cedimento del muraglione.
Proprio accanto all’ingresso c’è un ortofrutta. I residenti entrano ed escono con discrezione, molti preferiscono non parlare. Lo shock per quanto accaduto è evidente. Il fruttivendolo rassicura: “Il palazzo dove sto io ha resistito perfino al bombardamento”, ma ammette: “Certo che sono scioccato. Sono cose che quando succedono ti colpiscono”.
Un’altra residente, quasi ottantenne, racconta: “Sono 80 anni che abito qui, speriamo bene di non andare a finire tutti giù di sotto”. Indica i palazzi arrampicati nella roccia: “Quando sono venuta ad abitare c’era solo una baracchetta e questi edifici. Poi si è popolato tutto”.
Molti sottolineano come le case fossero originariamente alloggi Inacasa, poi riscattati nel tempo
Il civico 72 è l’ultimo in fondo alla strada. Lì il muraglione ha ceduto e l’intero palazzo è stato evacuato. Gli altri palazzi, pur vicini, non sono stati sgomberati. Un residente del civico 68, appena rientrato in auto, spiega: “Per quel che riguarda il mio palazzo ci sentiamo tranquilli dal punto di vista della stabilità. È chiaro che è una situazione scomodissima e imbarazzante, soprattutto per solidarietà verso chi è fuori casa”.
“Speriamo che si risolva presto e che possano rientrare. Poi il consolidamento avverrà nel tempo”, aggiunge il residente al civico 68.
Sulle cause pesa anche il maltempo degli ultimi giorni. “Tutta l’acqua che è venuta è certamente un fattore inconsueto”, osserva. “Genova è fatta così: fondazioni orizzontali anziché verticali, siamo arrampicati sulle colline e con tanti rivi sotto le case. È un problema fisiologico della città, va affrontato e almeno monitorato”.
Le famiglie evacuate non sono più rientrate negli appartamenti: effetti personali, vestiti e oggetti necessari sono rimasti dentro.
A pochi metri si trova la scuola primaria Mario Mazza, parte del plesso San Francesco da Paola. Anche qui l’attenzione è alta: nel pomeriggio sono previsti sopralluoghi per verificare le condizioni di sicurezza e decidere se riaprire le aule.

