Sampdoria, Lombardo: "Emozionato come il primo giorno di scuola, ma ora è più difficile. Obiettivo salvarsi senza i play out, in ogni caso non scappo"
Attilio Lombardo si presenta ufficialmente come nuovo allenatore della Sampdoria. Nelle sue prime parole emergono subito motivazione, senso di responsabilità e un forte legame con la maglia blucerchiata. L’ex bandiera doriana sa che la missione non è semplice, ma considera l’amore per la piazza e per il club il punto di partenza indispensabile per provare a portare la squadra alla salvezza nelle ultime partite della stagione.
Le emozioni del ritorno e la responsabilità della panchina
“L’emozione è tanta. Guidare la squadra del cuore significa avere ancora più responsabilità. È un po’ come tornare a scuola, anche se adesso è più difficile. Le emozioni passeranno quando inizierà la partita”. Lombardo evita paragoni con il passato: “Non voglio confrontare questa esperienza con quella dello scorso anno. Allora non avevamo fatto un miracolo, il miracolo è arrivato dopo. Ora ho nove partite per provarci e per salvarci. Non voglio pensare ai playout: queste gare possono bastare, se lo vogliamo davvero”.
Poi un riferimento alla propria esperienza nel calcio: “Non do troppo peso alla mia carriera da giocatore o al fatto di aver lavorato con grandi allenatori. Quello che conta davvero è la mentalità”.
Il legame con la Sampdoria e il desiderio di riscatto
Lombardo ribadisce quanto la Samp sia parte della sua identità: “La Sampdoria mi è entrata nel DNA, soprattutto dopo Cremona. Vorrei che questa storia avesse un lieto fine. Oggi il libro è un po’ sporco e dobbiamo ripulirlo. Siamo tutti colpevoli e dobbiamo tornare a essere innocenti”.
L’allenatore fissa anche il limite minimo che pretende dalla squadra: “Non mi lamenterò mai, solo se dovesse mancare il cuore”.
La sfida con il Venezia e il rapporto con i tifosi
Guardando alla prossima partita, Lombardo non nasconde le difficoltà: “Il Venezia è una squadra forte. Non ho paura, ma so che ci farà soffrire. Conosco Stroppa, è un allenatore bravissimo e siamo cresciuti calcisticamente vicini”.
Dal punto di vista tattico si aspetta una gara complicata: “Probabilmente avranno più possesso palla, perché è una squadra abituata a giocare così. Noi dobbiamo soprattutto fare la prestazione”.
Ai tifosi non chiede nulla di particolare: “Non faccio appelli. Ho 60 anni e quando sono arrivato qui ne avevo 23. So già che ci sosterranno, se vedranno che daremo tutto in campo”.
Il rapporto con la squadra e lo spirito di gruppo
Infine Lombardo parla del rapporto con i giocatori, con cui fino a poco tempo fa condivideva lo staff tecnico: “Ai ragazzi ho detto che possono continuare a chiamarmi come prima, anche Attila. Certo, adesso sono io il responsabile e non sarà facile perché dovrò scontentare qualcuno”.
Il principio, però, resta chiaro: “Tutti sono utili e nessuno è indispensabile, me compreso. Per amore della Samp farei qualsiasi cosa, anche le righe del campo di Bogliasco. Ringrazio la società per questa opportunità”.
Le aspettative sui singoli
Lombardo non punta il dito contro nessuno, ma chiede qualcosa in più da tutta la squadra, compresi i giocatori più rappresentativi. “Esposito e Brunori? Mi aspetto di più da tutti, non soltanto da loro. L’impegno non è mai mancato, ma è chiaro che alcuni giocatori devono incidere di più”.
L’allenatore blucerchiato evita però di parlare di responsabilità individuali: “Non è una questione di colpevoli. Possiamo liberarci tutti da queste colpe, ma dipenderà soltanto dal campo, che è l’unico vero giudice”.
Il dialogo con la figlia
Tra i momenti più personali della conferenza c’è anche un aneddoto familiare. “Quando mia figlia ha saputo che sarei diventato primo allenatore, mi ha chiesto: sei sicuro?”.
La risposta di Lombardo è stata immediata e legata al sentimento per la Sampdoria: “Io le ho detto: sei sicura di essere tifosa della Samp? Mi ha risposto di sì. Allora pensa che un tifoso è salito sulla barca blucerchiata e proverà a scendere con te abbracciato, sperando che alla fine saremo salvi”.
Il rapporto con i tifosi
Lombardo parla anche del legame con l’ambiente blucerchiato, ribadendo di non voler fare appelli particolari ai tifosi. L’allenatore sa che il sostegno della piazza non dipende da lui, ma dalle sensazioni che la squadra saprà trasmettere in campo.
“I tifosi non devono sostenere per me. Faranno quello che si sentono e lo faranno comunque, a prescindere. Così come tutte le persone che lavorano per la Sampdoria: magazzinieri, cuochi, medici e fisioterapisti”.
Il tecnico chiede solo compattezza: “Non faccio appelli. Posso soltanto dire dateci una mano e restiamo uniti. I miei sentimenti verso questa squadra e questa piazza non cambieranno neanche se dovessero arrivare delle contestazioni. L’anno scorso i risultati sono arrivati anche grazie al loro supporto”.
La situazione degli infortunati
Lombardo fa poi il punto sull’infermeria in vista della prossima partita, spiegando che la squadra dovrà fare i conti con diverse assenze.
“Non recuperiamo Coda, Pierini e Henderson. Abbiamo perso anche Abildgaard, fermato da un indurimento al polpaccio. Inoltre Ghidotti e Ferrari sono alle prese con la febbre”.
Nonostante le difficoltà, il tecnico non cerca alibi: “In ogni caso undici giocatori li metterò in campo”.
Una scelta di cuore
Attilio Lombardo spiega anche le ragioni che lo hanno spinto ad accettare la panchina della Sampdoria in un momento così delicato della stagione. Una decisione presa soprattutto con il cuore e con il forte senso di appartenenza che lo lega al club blucerchiato.
“Il rischio di macchiare la mia storia con la Sampdoria? Quando c’è il cuore è difficile ragionare troppo. Io ho scelto proprio con il cuore e con il desiderio di trasmettere ai ragazzi il senso di appartenenza a questa maglia”.
Il tecnico non teme le possibili conseguenze: “Non ho paura. E se dovesse succedere il peggio non scapperò certo via: continuerò comunque a vivere a Genova. Inoltre non so quanti allenatori avrebbero accettato di venire qui per sole poche partite”.
Il legame con Mancini
Lombardo parla poi del rapporto con Roberto Mancini, amico di lunga data e compagno di tante stagioni alla Sampdoria. Un legame che resta forte anche oggi.
“Con Mancini ci sentiamo spesso, siamo molto legati, anche se io non sono bello e ricco come lui, mi darà qualche consiglio”, scherza Lombardo.
Il rapporto si riflette anche nello staff: “Suo figlio è qui con me ed è come se fosse mio nipote. Roby sicuramente mi darà qualche consiglio”.