Un dirigente esperto ed affermato, un direttore sportivo che nell'epoca Gasperini ha contribuito a fare le fortune del Genoa. Stefano Capozucca ne ha viste tante, conosce a menadito la serie A, oltre ad aver vissuto in tutte le proprie sfaccettature l'ambiente rossoblù. Telenord lo ha contattato per conoscere il suo parere sulla lotta salvezza.
A tredici giornate dal termine, come giudica la lotta salvezza?
"Il Lecce lunedì ha conquistato tre punti importanti su un campo difficile come quello di Cagliari. Risultato che mi sorprende, perchè i sardi, di solito, sanno sfruttare il fattore casa e renderlo un fortino. Le altre squadre sono tutte vicine, a pochi punti, quindi la lotta è molto incerta. Per quanto riguarda il Genoa, anche se ha visto ridursi il margine di sicurezza, credo possa continuare a guardare avanti con una certa fiducia".
La stupisce la Cremonese, piombata in una crisi di risultati dopo aver disputato un ottimo girone di andata?
"Ovviamente non voglio augurare il male a nessuno, ci mancherebbe, ma il suo cammino, finora, mi sembra copia di quello dell'Empoli nella scorsa stagione. Quando manca la vittoria da tempo, viene a mancare anche la serenità, e tutto si complica".
Una lotta che, al di là di sorprese, non dovrebbe coinvolgere fino all'ultima giornata anche la Fiorentina. Cosa ne pensa?
"Quello che riguarda la Fiorentina è un discorso molto complesso. A livello di valori, non c'entra niente con la posizione che occupa, da inizio campionato tutti sosteniamo che non farà parte del lotto di squadre impegnate a scongiurare la retrocessione, ma alla fine quel che conta è la classifica, e al momento la sua posizione è ancora molto precaria. La vittoria di Como può darle un buon impulso anche in termini di morale, e resto convinto che alla fine rimarrà in serie A, ma anche i viola devono fare punti con continuità, non lasciando nulla al caso se vogliono centrare l'obiettivo".
Cagliari e Parma, invece, possono avere davanti a loro un cammino più agevole, forti di qualche punto in più in sulle dirette concorrenti?
"La serie A è un campionato che non ti consente di gestire, ed è sempre molto imprevedibile. Ci sono squadre che inanellano quattro sconfitte consecutive, sembrano in crisi, e poi vincono le successive tre. Penso che il Cagliari dovrà cercare di fare risultato con la Lazio, per riscattare il k.o. contro il Lecce e non farsi risucchiare dalle inseguitrici. In questa fase, la spunta chi riesce a dare continuità, riducendo al minimo i passi falsi".
Fino a qualche tempo fa la quota ipotetica per la salvezza si indicava a 40 punti, da qualche campionato a questa parte, invece, sembra sufficiente arrivare a 35 - 36. Cosa è cambiato?
"Si è alzato il livello delle cosiddette piccole. Anni fa la lotta per la salvezza era ridotta a quattro, massimo cinque squadre, e dall'inizio alla fine le formazioni coinvolte erano sempre le stesse. Progressivamente, poi, si è arrivati ad una situazione in cui regna maggior equilibrio e in pochi punti sono racchiuse molte più compagini, con l'equilibrio e l'imprevedibilità che ne consegue. Tutto ciò ha prodotto una quota salvezza più bassa".
Che cosa potrebbe fare la differenza, oltre alla continuità di risultati?
"Il fattore campo. E il Genoa, da questo punto di vista, parte sicuramente favorito, con il pubblico, il calore e l'ambiente che può vantare al "Ferraris". Chi riuscirà a sfruttare meglio le partite casalinghe, avrà anche più possibilità di spuntarla".
I rossoblù domenica ospiteranno il Torino, in una partita che si preannuncia molto delicata. Lo ritiene uno scontro diretto o una gara tra nobili decadute?
"Ripeto, io mi rifaccio sempre alla classifica, che non mente mai, e di conseguenza è uno scontro diretto a tutti gli effetti. Credo che il Genoa, vincendo, compierebbe un passo importantissimo, anche se è presto per dire decisivo, nella lotta salvezza, mentre se dovesse perdere si complicherebbe la vita. Il Torino deve stare molto attento a uscire indenne, per non vedere ulteriormente peggiorare la sua posizione. Inoltre, i granata devono anche fare i conti con una situazione ambientale tutt'altro che agevole, con la contestazione al presidente Cairo che complica le cose. Una vicenda che mi ricorda molto quanto successo con Preziosi alcuni anni".
Come si batte il Torino? Fermando Vlasic?
"Non sono io a dover indicare la strada per arrivare ai tre punti, il Genoa ha in panchina un ottimo allenatore che saprà preparare al meglio l'incontro, anche dal punto di vista caratteriale e motivazionale. La media dell'organico del Torino è di buona qualità, ma i numeri indicano nella difesa il reparto più debole. Tanti i risultati rotondi registrati quest'anno, così come qualche batosta inattesa. Sfruttare questo momento non impeccabile della fase difensiva potrebbe essere la chiave".
Un'ultima battuta sul mercato condotto dalla società rossoblù. Lo ha convinto?
"Ricordiamo che a gennaio è difficile prendere grossi giocatori, soprattutto se l'obiettivo è quello di mantenere la categoria. E' un mercato particolare, puoi solo cercare di fare qualche aggiustamento. I giocatori che sono arrivati al Genoa li conosco, e sono tutti validi, anche se non voglio sbilanciarmi oltre perchè voglio vederli in campo in serie A. Ritengo, comunque, che possano dare una mano importante. Il portiere? Anche in questo caso si è scelto un profilo valido, tra i pochi che erano sul mercato. Perin? Ha ancora un legame forte con il Genoa e sarebbe sicuramente tornato volentieri, ma la Juventus non voleva perderlo anche perchè quando è stato chiamato in causa ha sempre fatto bene. Ritengo comunque, a costo di essere smentito, che in questa finestra il trasferimento non si è concretizzato, ma prima o poi Mattia tornerà a vestire il rossoblù".

