Per affrontare queste sfide, il rapporto introduce l’Automotive Skills Implementation Toolkit, un insieme di soluzioni HR e misure politiche
L’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili (ACEA) e il Gruppo Adecco presentano “The race to reskill: Accelerare la transizione della forza lavoro nel settore automobilistico europeo”, un nuovo rapporto completo che mappa l’urgente trasformazione della forza lavoro nel settore automobilistico europeo e fornisce soluzioni concrete per datori di lavoro, responsabili politici ed ecosistemi regionali.
L’analisi completa, che valuta la preparazione regionale nell’ecosistema automobilistico europeo, rileva che il passaggio all’elettrificazione e alla digitalizzazione sta modificando radicalmente i requisiti di competenze: la domanda di competenze in rapida crescita in settori quali l’ingegneria del software, la tecnologia delle batterie e l’analisi avanzata dei dati è in rapido aumento. Entro il 2035, il settore assisterà a un netto spostamento verso ruoli ingegneristici, IT e gestionali altamente qualificati. È fondamentale che, mentre si prevede un declino strutturale per le professioni che richiedono competenze medie e basse, come metalmeccanici, impiegati e artigiani tradizionali, il settore si trovi contemporaneamente ad affrontare una grave e immediata carenza di competenze proprio in questi settori, a causa della domanda di sostituzione e dell’invecchiamento della forza lavoro.
Tuttavia, lo studio identifica una vulnerabilità importante: una diffusa incapacità di tradurre le esigenze di competenze strategiche in piani di lavoro locali e attuabili. Il rapporto rivela che la gestione delle risorse umane in molti ecosistemi regionali è prevalentemente reattiva, il che porta a significative inefficienze interne e a un rischio elevato di inutili licenziamenti di lavoratori. Fondamentalmente, mentre le aziende si concentrano su nuovi programmi di studio, molte trascurano gli elementi operativi vitali per una transizione di successo. Questi “punti ciechi” includono:
Sottoutilizzo dei tempi di fermo produzione: le aziende non riescono a sfruttare gli inevitabili turni di produzione e i tempi di fermo per condurre corsi di formazione strategica di riqualificazione e aggiornamento.
Ecosistemi disconnessi: gli stakeholder regionali, i fornitori di formazione e i datori di lavoro operano in compartimenti stagni, impedendo la creazione di un bacino di talenti unificato e orientato alla domanda.
Inerzia culturale/pensiero ereditato: non si presta sufficiente attenzione all’adattamento della cultura aziendale e all’integrazione di solidi sistemi di mentoring e outplacement per supportare i lavoratori nella transizione verso nuovi ruoli, lasciando molti incerti e senza supporto.
Disparità regionali: l’impatto sulla forza lavoro varierà significativamente in tutta Europa. Si prevede che le regioni della Germania meridionale, della Boemia centrale, della Slovacchia occidentale e della Svezia occidentale registreranno un calo dell’occupazione nel settore automobilistico, mentre la Spagna settentrionale è destinata a crescere.
“Il passaggio dai veicoli a combustione interna a quelli elettrici non è tanto un’evoluzione quanto una trasformazione completa della forza lavoro, e sta avvenendo rapidamente”, ha affermato Denis Machuel, CEO di Adecco Group. “I nostri risultati mostrano chiaramente che l’ostacolo principale non è la mancanza di contenuti formativi, ma l’erogazione operativa. Se l’industria e i responsabili politici non passano da un processo di assunzioni reattivo a una pianificazione proattiva e coordinata della forza lavoro a livello regionale, rischiano di perdere sia una capacità produttiva cruciale sia milioni di lavoratori qualificati. La corsa è iniziata, ma dobbiamo orientare la nostra velocità nella giusta direzione”.
“La transizione del settore automobilistico europeo rappresenta una sfida industriale, di competenze e di competitività per l’intero ecosistema. Mantenere le catene del valore, i posti di lavoro e l’innovazione radicati in Europa richiede un approccio a lungo termine che colleghi regioni, industria e istruzione attraverso soluzioni settoriali”, ha aggiunto Sigrid de Vries, Direttore Generale di ACEA. “Questa analisi fondamentale fornisce raccomandazioni concrete per passare da risposte reattive a una pianificazione proattiva della forza lavoro. La fase successiva deve concentrarsi sull’ampliamento di iniziative in grado di avere un impatto concreto, come l’Automotive Skills Alliance, per potenziare i lavoratori attraverso l’apprendimento permanente e rafforzare la cooperazione regionale, garantendo che nessuna regione venga lasciata indietro nella transizione verde e digitale”.
Per affrontare queste sfide, il rapporto introduce l’Automotive Skills Implementation Toolkit, un insieme pratico di soluzioni HR e misure politiche progettate per un’immediata applicazione a livello regionale. Il toolkit invita:
I datori di lavoro del settore automobilistico a investire in una pianificazione strategica e proattiva della forza lavoro, ad adottare un apprendimento flessibile e a concentrare la formazione durante i periodi di non produzione, e a investire nel cambiamento culturale per supportare la mobilità interna.
Gli ecosistemi regionali a spostare l’attenzione dei finanziamenti dalla creazione di programmi di formazione ridondanti all’erogazione di formazione di alta qualità orientata alla domanda e al supporto di percorsi di transizione da un lavoro all’altro.
I responsabili politici nazionali ed europei a garantire il coordinamento interregionale e la stabilità politica per sostenere gli investimenti a lungo termine del settore in competenze come l’apprendimento permanente e un accesso semplificato ai programmi di supporto per lavoratori e imprese.
Questa iniziativa rafforza l’impegno del Gruppo Adecco e di ACEA nel garantire un settore automobilistico europeo competitivo e resiliente, garantendo che i suoi 13 milioni di dipendenti siano attrezzati per un futuro digitale a zero emissioni.