"Necessità di riqualificare le aree industriali dismesse sul territorio, allo scopo di trasformare aree a ex-vocazione industriale in veri e propri laboratori"
“Con il disegno di legge sulla disciplina urbanistica degli insediamenti logistici, per il quale la discussione finale e il voto sono previsti dopo l’audizione in Commissione dei portatori d’interessi, si vuole assicurare che le iniziative private in merito a grandi insediamenti logistici vengano portate avanti in modo coerente con le strategie della Regione senza che i Comuni si trovino ad affrontare da soli decisioni di particolare importanza per la collettività”.
Lo ha affermato oggi l’assessore alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante al termine della riunione della IV Commissione del Consiglio regionale che ha visto l’illustrazione del disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale sulla disciplina degli insediamenti logistici sul territorio regionale.
Nel corso dei lavori sono stati presentati alcuni emendamenti di carattere tecnico, in particolare rispetto al consumo di suolo e al ruolo dei Comuni nella co-programmazione con la Regione.
“Questa norma – ha spiegato Amirante – regolerà i processi di pianificazione territoriale per la localizzazione degli insediamenti logistici di rilevanza comunale e regionale, mediante l’individuazione di criteri e indirizzi precisi. Tra le finalità anche la necessità di dettare disposizioni uniformi sotto il profilo urbanistico e quella di perseguire l’ordinato assetto del territorio regionale, della tutela dell’ambiente e della salute, in coerenza con gli obiettivi di contenimento del consumo del suolo e di rigenerazione urbana”.
“Obiettivi che intendiamo raggiungere – ha anche evidenziato l’assessore – attraverso il coordinamento delle esigenze imprenditoriali e di sviluppo logistico con la necessità di riqualificare le aree industriali dismesse presenti sul territorio, allo scopo di trasformare le aree a ex-vocazione industriale in veri e propri laboratori per il futuro”.
Durante la seduta è stato specificato che per insediamenti logistici si intendono le piattaforme logistiche non intermodali, i centri di immagazzinaggio e di movimentazione di merci anche a supporto del commercio, i depositi di prodotti o veicoli, gli insediamenti per l’esercizio di attività di logistica o autotrasporto di merci e i prodotti e i data center.
“Grazie a questo disegno di legge, frutto di costanti interlocuzioni tra la Cabina di regia regionale della logistica e i diversi portatori di interesse, la Regione – ha precisato Amirante – acquisisce in particolare la competenza di valutare direttamente quei progetti relativi ai poli logistici con superficie utile superiore ai tre ettari. Compito della Giunta sarà stabilire infatti i criteri e gli indirizzi per la localizzazione di questi insediamenti logistici”.
Nell’illustrazione della norma, l’assessore ha elencato e spiegato anche i dieci principi direttivi della legge che serviranno per la valutazione degli insediamenti da parte dell’Esecutivo regionale.
Il decalogo riguarderà: l’idoneità della localizzazione rispetto ai collegamenti al sistema di mobilità; la riduzione del consumo di suolo e la produzione o l’utilizzo fonti energetiche rinnovabili; la priorità per le aree dismesse da rigenerare o da bonificare o nelle aree disponibili indicate nella pianificazione territoriale delle aree di competenza dei quattro interporti regionali e delle aree retroportuali; la promozione della perequazione territoriale; la mitigazione e la compensazione delle esternalità negative sul territorio e sull’ambiente; la salvaguardia della salute pubblica, della tutela ambientale e paesaggistica, nonché dello sviluppo sostenibile; la considerazione degli insediamenti già presenti nel territorio, della distribuzione, del livello di operatività, del traffico indotto e delle criticità; la presenza di collegamenti stradali nel collegamento con i terminal intermodali e scali merci presenti nelle infrastrutture logistiche di riferimento regionale e zone logistiche semplificate; considerazione collocazione dei data center; la posizione transfrontaliera ai fini della cooperazione territoriale europea.