Cardiologia interventistica: innovazione, prevenzione e lavoro di squadra

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È stato ospite il dottor Gabriele Crimi, responsabile della Cardiologia Interventistica presso ICLAS – Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità di Rapallo, www.iclas.itche visita anche a Villa Serena di Genova www.villaserenage.it: le due strutture che fanno capo al Gruppo Ospedaliero Italiano GVM Care & Research www.gvmnet.itche ha affrontato in modo chiaro e approfondito alcuni dei temi più rilevanti della cardiologia moderna, con particolare attenzione alle tecniche meno invasive e alla prevenzione. 

Il Dottoreha affrontato in modo chiaro e approfondito alcuni dei temi più rilevanti della cardiologia moderna, con particolare attenzione alle tecniche meno invasive e alla prevenzione. Un ampio spazio è stato dedicato alle nuove metodiche per il trattamento delle valvole cardiache “senza bisturi”. Tra queste, grande rilievo ha la TAVI (impianto transcatetere di valvola aortica), una procedura che consente di sostituire una valvola malata senza aprire il torace. Queste tecniche rappresentano una rivoluzione per molti pazienti, soprattutto anziani o con comorbidità, che non potrebbero affrontare un intervento chirurgico tradizionale.

Per approfondire le metodiche di intervento più innovative e restare informato sulle iniziative GVM per la salute del cuore vai al sito www.cardiochirurgia.comIl dottor Crimi ha poi illustrato le importanti connessioni tra cuore e cervello. Alcuni eventi cerebrovascolari, come l’ictus, possono infatti avere origine cardiaca, ad esempio a causa di aritmie o difetti strutturali che favoriscono la formazione di emboli. In questi casi, il cardiologo interventista gioca un ruolo fondamentale nell’individuare la causa e intervenire con procedure mirate, come la chiusura del forame ovale pervio o il trattamento di aritmie.

Grande attenzione è stata posta anche sui campanelli d’allarme: sintomi come dolore toracico, affanno, palpitazioni, svenimenti o affaticamento insolito non devono essere sottovalutati e richiedono un approfondimento medico. Una diagnosi precoce può fare la differenza nella gestione delle patologie cardiache.

Sul fronte della prevenzione, è emerso come sia possibile monitorare e prevenire le malattie valvolari attraverso controlli periodici. L’ecocardiogramma rappresenta uno degli strumenti principali, affiancato da visite cardiologiche regolari, soprattutto in presenza di familiarità o fattori di rischio. La frequenza dei controlli varia in base all’età e alle condizioni cliniche del paziente.

Un tema centrale dell’intervento è stato l’approccio integrato del cosiddetto “Heart Team”, che coinvolge cardiologo interventista, cardiochirurgo e cardioanestesista. Questo modello multidisciplinare consente di scegliere la strategia terapeutica migliore per ogni paziente. In particolare, gli interventi eseguiti in sale ibride – dove coesistono competenze chirurgiche e tecnologie avanzate di imaging – rappresentano l’evoluzione della medicina cardiovascolare.

Infine, è stato illustrato cosa accade dopo un intervento di cardiologia interventistica. Il decorso post-operatorio è generalmente più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale, con degenze più brevi e tempi di recupero ridotti. Tuttavia, resta fondamentale il percorso di riabilitazione cardiologica, che aiuta il paziente a recuperare la piena funzionalità e a migliorare lo stile di vita, riducendo il rischio di recidive.

L’incontro ha offerto una panoramica completa su come la cardiologia interventistica stia cambiando il modo di curare le malattie del cuore, puntando sempre più su tecniche meno invasive, diagnosi precoce e lavoro di squadra.


26/03/2026
Redazione