Come diventare donatore e aiutare chi è in attesa di trapianto

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La donazione di midollo osseo rappresenta una delle più importanti opportunità di cura per pazienti affetti da gravi malattie del sangue, come leucemie e linfomi. Eppure, nonostante i progressi della medicina, trovare un donatore compatibile resta una sfida: per molti pazienti, il trapianto è l’unica possibilità di guarigione.

Al centro di questo sistema c’è l’IBMDR, il Registro Italiano Donatori Midollo Osseo, che coordina la ricerca di compatibilità tra donatori e pazienti a livello nazionale e internazionale. A spiegare il funzionamento e l’importanza della donazione è la direttrice Nicoletta Sacchi, che sottolinea come iscriversi al registro sia un gesto semplice ma dal valore enorme: entrare nella banca dati significa poter essere chiamati, anche a distanza di anni, per salvare una vita.

Accanto agli esperti, fondamentali sono le testimonianze dirette. Come quella di Alice, giovane donatrice, che racconta un’esperienza spesso circondata da timori infondati: la donazione, nella maggior parte dei casi, avviene attraverso un semplice prelievo di cellule staminali dal sangue periferico, una procedura sicura e poco invasiva, simile a una donazione di sangue più lunga. Solo in una minoranza di casi si ricorre al prelievo da osso iliaco, effettuato in sala operatoria sotto anestesia.

In collegamento, la voce di chi ha ricevuto il trapianto rende ancora più concreto il valore di questo gesto. Alessandro Marchetti porta la sua esperienza di ricevente, ricordando quanto sia determinante trovare un donatore compatibile e come, dietro ogni trapianto, ci sia una seconda possibilità di vita.

Un ruolo chiave è svolto anche dai centri trasfusionali, come spiega Laura Mitchuing, che accompagnano il donatore in tutte le fasi: dall’iscrizione al registro, fino all’eventuale donazione. Il percorso è attentamente monitorato dal punto di vista medico, a tutela sia del donatore sia del paziente.

Per diventare donatori è necessario avere generalmente un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, essere in buona salute e sottoporsi a un semplice test di tipizzazione, spesso effettuato tramite un prelievo di sangue o un tampone salivare. Una volta iscritti, si resta disponibili nel registro fino a circa 55 anni.

Nonostante l’ampia rete internazionale, la probabilità di trovare un donatore compatibile non consanguineo è ancora limitata: per questo è fondamentale ampliare il numero di iscritti al registro. Ogni nuova adesione aumenta le possibilità di cura per chi è in attesa.

La donazione di midollo osseo è dunque un gesto volontario, anonimo e gratuito, ma soprattutto un atto di grande solidarietà. In un sistema sanitario che punta sempre più sulla partecipazione attiva dei cittadini, scegliere di diventare donatori significa offrire una concreta speranza di vita a chi ne ha più bisogno


17/04/2026
Redazione