Caso dossier, Bucci: "In questa vicenda siamo parte lesa". Orlando: "Invasione di campo"

Il presidente "Alzi la mano chi non ha mai mandato un'osservazione critica a un giornale". Foscolo: "Salis non ha mai chiamato un direttore per lamentarsi?"

"Si parla di un'attività oscura, clandestina e intimidatoria. Si evoca un abuso di potere. Si insinua un comportamento incompatibile con le istituzioni. Tutto questo molto semplicemente non è mai accaduto. Noi siamo parte lesa in questa vicenda". Lo ha detto il presidente di Regione Liguria Marco Bucci aprendo i lavori della seduta odierna del consiglio regionale in merito al presunto dossieraggio dell'ufficio di comunicazione del governatore nei confronti dei giornalisti ed in particolare della redazione del Secolo XIX.
    "Quel caso non esiste - ha aggiunto Bucci -. È stata costruita una narrazione che attribuisce a me, al mio staff di comunicazione e alla Regione Liguria comportamenti illeciti, scorretti o addirittura intimidatori. Non c'è nulla di tutto questo. Non ci sono dossieraggi. Non esistono blacklist di giornalisti, non esistono vari metodi occulti. Non esiste alcuna attività organizzata volta a condizionare l'informazione".

Per Bucci "esiste invece una cosa molto semplice: il puro confronto. Un confronto che avviene quotidianamente tra istituzioni e organi di informazione. Un confronto che è assolutamente fisiologico in una democrazia matura. Alzi la mano chi non ha mai mandato un'osservazione critica a un giornale. Un confronto che rientra pienamente nel perimetro dell'articolo 21 della Costituzione che tutela la libertà di stampa, ma anche il diritto di ogni cittadino e quindi anche del presidente della Regione e di tutti quelli che sono qui in Regione di descrivere il proprio pensiero e di rappresentare l'osservazione".

"Io non permetterò, e invito tutti a non permettere, che venga infangata l'immagine della Regione Liguria e dei suoi cittadini sulla fase di accuse che non hanno senso e sono completamente prive di fondamento. Non permetteremo che venga infangata l'immagine della Regione Liguria e dei suoi cittadini. La libertà di stampa è un pilastro della democrazia, ma anche la libertà di critica lo è. È la libertà di critica quella che fa nascere la libertà di stampa, non è il contrario, è la libertà di critica quella che è definita dall'articolo 21 della Costituzione e lo è altrettanto la presunzione di correttezza delle istituzioni fino a prova contraria" ha detto il governatore Marco Bucci concludendo il suo intervento sul presunto dossier costruito dal suo ufficio comunicazione nei confronti del Secolo XIX.

    "Il caso di cui discutiamo non è un caso, è soltanto una polemica - ha detto Bucci -. La politica ha il dovere di distinguere tra polemica e realtà. Io continuo e continuerò a svolgere il mio ruolo con trasparenza, determinazione e rispetto delle istituzioni. Chi ha responsabilità pubbliche faccia altrettanto, evitando processi mediatici basati su presupposti che semplicemente non esistono -ha detto -. Riprendendo l'articolo 21 della Costituzione, tutti i cittadini hanno diritto di criticare sempre nel rispetto delle leggi. Il presidente della Regione regione ha anche il diritto e dovere non solo di criticare lui stesso, ma di rappresentare le critiche e le osservazioni che riceve dai suoi concittadini. Libertà. Libertà. Libertà vuol dire anche poter criticare - ha concluso -, cosa che in quest'aula si fa spesso e molte volte si fa anche bene".

Andrea Orlando (PD): "Invasione di campo" - Andrea Orlando, consigliere regionale PD, critica duramente il presidente Bucci, parlando di una “invasione di campo” nel rapporto con l’informazione, che “non doveva esserci”. Sottolinea come il ruolo di un amministratore pubblico non sia quello di “suggerire titoli o orientare la comunicazione”, ma di governare rispettando la distinzione tra politica e stampa, condizione essenziale per garantire ai cittadini un’informazione libera.

Secondo Orlando, lo sconfinamento è “evidente e documentato”, anche se non avrebbe prodotto i risultati sperati grazie all’autonomia dei giornalisti. Proprio per questo solleva un interrogativo politico: quanto accaduto con Il Secolo XIX potrebbe non essere un caso isolato. “Cosa è accaduto con gli altri organi di informazione?” si chiede, ipotizzando che possano esserci stati contatti e pressioni anche altrove.

L’ex ministro critica inoltre l’uso improprio di strutture e risorse pubbliche, citando il monitoraggio di una campagna elettorale non di competenza regionale, e denuncia un problema più generale nel rapporto con la realtà: promesse disattese e una narrazione “miracolistica” dell’azione amministrativa.

La conclusione è netta: al di là degli aspetti giudiziari, sul piano politico emerge una “evidente inadeguatezza a ricoprire il ruolo”, perché negare i problemi e cercare di costruire un racconto favorevole rischia di compromettere trasparenza e fiducia dei cittadini.

Foscolo (Lega): "Silvia Salis non ha mai chiamato il direttore di un giornale?" - “Non c’è stato alcun ‘dossieraggio’. Sul conflitto del direttore del Secolo XIX con Regione Liguria, che è parte lesa, il presidente Marco Bucci non si faccia distrarre da polemiche costruite a tavolino. La Lega e la maggioranza sono al suo fianco oggi come ieri, quando ci siamo candidati con lui. Perché i liguri non giudicheranno dalle polemiche, ma dai risultati e dal proficuo lavoro che si sta portando avanti per la crescita del territorio. Sui risultati questa amministrazione non ha nulla da temere". Così Sara Foscolo, capogruppo consiliare in Regione della Lega. "Mi piacerebbe sapere dall’attuale sindaco di Genova, o sindaca come preferisce lei, se non abbia mai dovuto chiamare un direttore di un giornale per lamentarsi di qualche articolo. Un sindaco che, proprio ieri, ha fatto pesanti dichiarazioni contro il centrodestra sull’indipendenza degli organi di stampa. Facciamo chiarezza: questa è l’ennesima polemica costruita ad arte e cavalcata dalle sinistre per delegittimare chi governa. Noi, invece, siamo qui per lavorare e fare quello per cui i liguri ci hanno mandato qui, ossia governare e portare avanti progetti concreti per lo sviluppo territorio e ottenere dei risultati per migliorare il benessere dei liguri”.

Votazione - Al termine dei dibattito andato in scena oggi nella sala Pertini durante il consiglio regionale sui presunti dossier confezionati dallo staff di Bucci sono stati posti in votazione due ordini del giorno e una risoluzione. Il primo odg, numero 336, di fatto ha segnato la fiducia della maggioranza nei confronti del governo Bucci ed è stato approvato con 16 voti favorevoli. L'impegno verso la Giunta è quello di proseguire nell'azione di buon governo della Regione e nell'attuazione del programma amministrativo.
    Approvato all'unanimità quindi l'odg 337 che impegna la Giunta a ribadire formalmente il pieno rispetto della libertà e dell'autonomia del lavoro giornalistico; a garantire che l'attività di ogni struttura di Regione Liguria rispetti i compiti professionali; ad assicurare la massima trasparenza sul funzionamento della struttura di comunicazione istituzionale della Regione.
    E' stata invece respinta con 16 voti contrari una risoluzione proposta dal consigliere del Pd e capogruppo Armando Sanna. La proposta avrebbe impegnato il Consiglio regionale e l'Assemblea legislativa della Liguria a condannare fermamente ogni forma di attività di monitoraggio, pressione, condizionamento, delegittimazione nei confronti di testate giornalistiche e giornalisti posta in essere attraverso uffici, strutture o risorse dell'amministrazione pubblica regionale. Il documento prevedeva anche la presa d'atto, da parte del Consiglio regionale, "della conclamata inadeguatezza del presidente della Giunta regionale nel garantire il rispetto dei principi di trasparenza, legalità e corretto esercizio del potere pubblico".

Esposto Pd a Corte Conti -  "Le risorse pubbliche devono essere utilizzate per rispondere ai bisogni dei cittadini, non per alimentare pratiche opache o attività di dossieraggio. Per questo riteniamo necessario investire della questione gli organi competenti, perché sia fatta piena luce". A dichiararlo durante il dibattito in consiglio regionale sui presunti dossier che sarebbero stati confezionati dallo staff di Bucci nei confronti del Secolo XIX, Davide Natale segretario regionale del Pd e consigliere regionale che ha annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei conti.
    A confermare la mossa del principale partito dell'opposizione è anche il capogruppo Armando Sanna. "Annunciamo la presentazione di un esposto e di un ordine del giorno in cui condanniamo fermamente ogni forma di attività di monitoraggio, pressione, condizionamento o delegittimazione nei confronti di testate giornalistiche e giornalisti posta in essere attraverso uffici, strutture o risorse dell'amministrazione pubblica regionale".
    Per Natale "Non si possono tenere insieme due posizioni: da un lato esprimere solidarietà ai giornalisti e, dall'altro, considerare normale quanto è accaduto. Bisogna scegliere da che parte stare: o con la libertà di stampa, o con la pressione e la prevaricazione. Non è accettabile che risorse che appartengono a tutti i cittadini vengano impiegate per finalità che nulla hanno a che vedere con l'interesse pubblico, ma piuttosto con la costruzione di operazioni politiche o di pressione nei confronti dell'avversario".
    "Preoccupa - conclude Sanna - il tentativo di minimizzare i fatti, mentre è evidente che la vicenda ha assunto una rilevanza che va oltre i confini regionali. Ancora una volta la Liguria finisce sotto i riflettori a causa di quanto accaduto.
  Quando la politica si allontana dalle istituzioni e dai cittadini, cresce la sfiducia. Per questo continueremo a chiedere trasparenza, verità e rispetto, a partire da un tema preciso già sollevato: la legittimità nell'utilizzo delle strutture e delle funzioni pubbliche".


17/03/2026
R.S.