Cavo (NM): "Legittimato uso violenza in discorso in sede istituzionale come il Ducale, sindaca Salis prenda le distanze in modo chiaro e senza ambiguità"
La Lega torna all’attacco su due episodi che, secondo gli esponenti del partito, pongono questioni legate al rispetto dei beni pubblici, al ruolo delle istituzioni e al dibattito politico cittadino. Al centro delle polemiche la targa di Piazza Alimonda imbrattata con la scritta “Ragazzo Carlo Giuliani” e le dichiarazioni relative a un’iniziativa ospitata a Palazzo Ducale.
Sul caso della targa sono intervenuti i gruppi consiliari della Lega in Consiglio comunale e nel Municipio I Centro Est, chiedendo chiarimenti alla presidente del Municipio Simona Cosso dopo la pubblicazione sui social di un’immagine della segnaletica modificata.
"Chiediamo immediata e formale chiarezza alla presidente Cosso – dichiarano i consiglieri Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua insieme al capogruppo municipale Remo Viazzi –. La pubblicazione di un’immagine che ritrae un bene pubblico deturpato solleva interrogativi sul piano istituzionale. Vogliamo sapere se l’intento fosse quello di condannare apertamente l’atto vandalico o se vi sia stata un’accondiscendenza verso un gesto illegittimo".
Bordilli, componente della Commissione Toponomastica, richiama il tema della tutela della memoria cittadina e del decoro urbano. "Le targhe e i luoghi della città devono essere trattati con massimo rispetto, senza due pesi e due misure. Da tempo chiediamo, ad esempio, il ripristino e il rispetto della targa dedicata a Norma Cossetto, più volte oggetto di atti vandalici".
Secondo la consigliera della Lega, le istituzioni hanno il compito di difendere «la legalità, la storia della comunità e il patrimonio pubblico», senza lasciare spazio a interpretazioni ambigue. "Se la presidente Cosso non prenderà nettamente le distanze da questo atto di vandalismo – aggiungono Bordilli, Bevilacqua e Viazzi – dimostrerebbe un’incompatibilità con il ruolo ricoperto. In quel caso chiediamo le sue dimissioni".
La Lega è intervenuta anche sulla vicenda relativa a Palazzo Ducale, contestando duramente alcune frasi pronunciate da un esponente antifa, Davide Dioguardi del centro sociale napoletano Mezzocannone, durante un’iniziativa ospitata nella più prestigiosa sede culturale genovese. "Noi dobbiamo alzare il tiro, fermare i fascisti ad ogni prezzo necessario. Nessuna paura davanti ai Governi e alla forze dell'ordine e nessuna paura di alzare il livello: dobbiamo andare a prendere i fascisti a casa con forza e determinazione", queste le parole di Dioguardi nel Salone del Maggior Consiglio del Ducale.
"Sentire evocare la caccia all’uomo con frasi come “andarci a prendere i fascisti a casa e fermarli con forza” e incitare alla ribellione contro i governi e le Forze dell’Ordine è qualcosa di aberrante. Questo non è antifascismo: questo è teppismo militante che flirta con il terrorismo verbale e minaccia l’incolumità delle persone nelle loro stesse abitazioni. Una delle cose ancora più vergognose è che questo delirio sia andato in scena a Palazzo Ducale, il cuore culturale di Genova. Chi gestisce questi spazi ha il dovere di vigilare. Trasformare una sede istituzionale in un megafono per chi predica la violenza e il disprezzo per la Polizia è una responsabilità enorme, che va condannata senza se e senza ma. Al di là dei contenuti di un corteo, per modi e toni assolutamente non condivisibili e da stigmatizzare, quanto accaduto a Palazzo Ducale è di una gravità inaudita. Assieme al mio collega Alessio Bevilacqua abbiamo chiesto la convocazione urgente di una commissione per audire la presidente di Palazzo Ducale ed esigiamo risposte immediate, oltre alle dimissioni dei responsabili che hanno concesso il palco a questi estremisti. Per il Consiglio comunale di domani presenterò altresì un’interrogazione urgente. La sinistra la smetta di coccolare questi personaggi".
Ilaria Cavo (NM) "Al Ducale parole inaccettabili. Istituzioni prendano le distanze" - "A venticinque anni dal G8 di Genova è giusto ricordare quei giorni nella loro interezza. Il G8 non consente una chiave di lettura e un giudizio univoco: e' fatto delle immagini della devastazione e il saccheggio della città, del dramma di Piazza Alimonda, con la morte di Carlo Giuliani e lo sparo di Mario Placanica che si rivelo' essere legittima difesa; la gravissima irruzione alla scuola Diaz e le violenze nella caserma di Bolzaneto. Una vicenda complessa, segnata da errori della piazza e delle forze dell'ordine. Molti errori e un unico insegnamento: la violenza non porta da nessuna parte. Non quella fisica, che devastò Genova e segnò quei giorni, e nemmeno quella verbale, che oggi rischia di emergere da visioni unilaterali. Destano preoccupazione le dichiarazioni pronunciate nei giorni scorsi in una sede istituzionale come Palazzo Ducale da rappresentanti del movimento No Kings: parole che hanno evocato e legittimato forme di violenza e l'innalzamento del livello di scontro politico. Affermazioni che stonano profondamente con il significato complessivo della riflessione sul G8 e con la lezione che quella vicenda dovrebbe aver lasciato a tutti. Mi auguro che su quelle parole arrivi una presa di distanza chiara e senza ambiguità da parte di tutte le istituzioni cittadine, a cominciare dalla sindaca". Così Ilaria Cavo, deputata di Noi Moderati e giornalista che fece la cronaca in diretta del G8 di Genova.
Alessandra Bianchi (FdI): "Ducale in ostaggio della propaganda ma la giunta Salis sta in silenzio" - “Siamo sgomenti che questa Amministrazione abbia accettato che Palazzo Ducale venisse trasformato in uno spazio di propaganda politica di parte, che parla soltanto alla galassia antagonista della sinistra extraparlamentare, alimentando tensioni e fomentando un clima d’odio pericoloso. Dopo il gravissimo “vi abbiamo appesi per i piedi a testa in giù già una volta”, le offese della consigliera Ghio, il dito medio della consigliera Tassara nei confronti dei genovesi impegnati in una manifestazione regolarmente autorizzata, la violenza verbale del consigliere Kaabour e il comportamento tenuto da Riccardo Rudino, esponente del CALP e di Genova Antifascista, nei confronti di un consigliere di Fratelli d’Italia, ci saremmo aspettati una presa di distanza chiara e inequivocabile da parte del Sindaco, della giunta e di tutta la maggioranza. Invece continuiamo ad assistere a un silenzio assordante. Chi governa una città ha il dovere di abbassare i toni: suona quindi quantomeno contraddittorio che il vicesindaco richiami tutti alla moderazione in aula, salvo poi essere il primo a smentire quei richiami con i propri comportamenti. L’impressione è sempre più evidente: questa giunta appare condizionata dalle componenti più ideologiche della propria coalizione e preferisce non scontentare una parte del proprio elettorato piuttosto che affermare con chiarezza un principio semplice: anche la violenza verbale, l’intimidazione e i richiami alla giustizia sommaria non devono trovare alcuna legittimazione. Da qualunque parte provengano” così Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale