"Si rischia di spendere denaro pubblico per costruire un impianto completamente inutile e sganciato dai reali bisogni della città"
Nuovo scontro politico sulla cosiddetta “mini funivia” destinata a collegare Forte Begato. Il capogruppo di Vince Genova, Pietro Piciocchi, critica duramente l’annuncio della sindaca Silvia Salis relativo al via libera ministeriale all’opera e all’avvio dei lavori previsto per il prossimo anno.
Secondo Piciocchi, la decisione rappresenterebbe "l’ennesimo blitz senza alcun confronto pubblico", accusando la Giunta di agire in contraddizione rispetto ai principi di partecipazione e trasparenza più volte rivendicati. L’ex vicesindaco ricorda inoltre che nei mesi scorsi era stato respinto, con voto contrario del sindaco, un ordine del giorno che chiedeva di discutere il progetto in Commissione consiliare.
Il capogruppo di opposizione solleva quindi quattro questioni principali. In primo luogo domanda quale percorso di condivisione sia stato avviato con i Municipi interessati dall’opera, sottolineando come in passato i presidenti municipali si fossero espressi in maniera contraria al progetto.
Piciocchi chiede poi quali studi trasportistici siano stati effettuati per dimostrare l’effettiva utilità pubblica della funivia, definita "decentrata" rispetto ai bisogni della città. Dubbi anche sul piano amministrativo: secondo il consigliere sarebbe necessario chiarire come sia possibile affidare, tramite variante e senza una nuova gara, un’infrastruttura diversa rispetto a quella originariamente prevista in un appalto da 40 milioni di euro.
Infine, l’esponente di Vince Genova mette in discussione il collegamento tra la funivia e il futuro "sport park" previsto nell’area del Lagaccio, sostenendo che la conformazione del territorio renderebbe poco credibile il progetto. "È la morfologia stessa del territorio a smentire gli annunci spot del sindaco", afferma.
Per Piciocchi, il rischio è quello di "spendere denaro pubblico per costruire un impianto completamente inutile e sganciato dai reali bisogni della città", definendolo "un vero e proprio vuoto a perdere".
Il consigliere annuncia infine la presentazione di un’istanza di accesso agli atti per approfondire i dettagli dell’operazione e la volontà di depositare un esposto ad ANAC e AGCM (Agenzia garante per la concorrenza e il mercato) per denunciare quella che appare come una palese violazione del Codice dei contratti pubblici.