Rapallo, crisi in Comune: Forza Italia sfiducia il sindaco Ricci che azzera la presenza azzurra in giunta, verso elezioni in primavera

Scritto il 04/02/2026
da Claudio Baffico

Determinanti nella crisi le tensioni crescenti con il gruppo che fa riferimento all'ex primo cittadino Carlo Bagnasco

Sono state protocollate le firme per chiedere la convocazione del Consiglio Comunale di Rapallo, all'interno del quale, entro venti giorni, si metterà ai voti la sfiducia al sindaco Elisabetta Ricci.

La situazione politica a Rapallo entra in una fase di forte instabilità dopo la rottura consumata martedì tra l’amministrazione comunale e Forza Italia, resa evidente dall’uscita di Eugenio Brasey dalla giunta. Da quel momento, le tensioni si sono rapidamente amplificate, anche grazie al lavoro politico dell’ex sindaco e riferimento azzurro Carlo Bagnasco, impegnato nel ricompattare il fronte contrario all’attuale maggioranza.

Per tutta risposta, Il sindaco Ricci ha azzerato la presenza in giunta di Forza Italia, sollevando dall'incarico l'assessore comunale ai Lavori pubblici Filippo Lasinio, l'ultimo esponente azzurro rimasto in Giunta dopo la revoca delle deleghe all'assessore al Patrimonio Eugenio Brasey, che ieri ha spinto il partito ad abbandonare la maggioranza.
    "Si chiude una pagina che non avrei mai voluto voltare così - dichiara Lasinio -. La revoca del mio incarico di assessore non è solo un atto amministrativo: è una ferita personale, profonda, perché arriva al termine di un percorso durato dodici anni, fatto di impegno costante, responsabilità e scelte spesso difficili. Ho messo in questo ruolo tempo, energie, cuore. Ho scelto ogni giorno di servire la comunità con lealtà, anche quando era scomodo, anche quando sarebbe stato più facile voltarsi dall'altra parte. Non tutto è stato perfetto, ma tutto è stato vero".

    "Il mio grazie va a tutti i dirigenti e i dipendenti del Comune, che con professionalità e senso del dovere tengono in piedi l'istituzione ogni giorno, spesso oltre gli orari, spesso senza riconoscimenti - evidenzia -. La macchina amministrativa è fatta di persone, e sono le persone con il loro lavoro quotidiano a dare concretezza alle decisioni e dignità al servizio pubblico. Fa male andarsene senza poter completare il lavoro iniziato, fa male il modo, fa male il silenzio che accompagna certe decisioni. Fa male, soprattutto, vedere messo in dubbio il senso più profondo di questo impegno: non è mai stato per un compenso, ma per dedizione totale, spesso sottraendo tempo alla mia famiglia e al mio lavoro. Ma non rinnego nulla: rifarei ogni scelta animata dall'amore per questa città e dal rispetto per le persone che la vivono. Porto via con me la consapevolezza di aver dato tutto ciò che avevo. Dopo dodici anni, il tempo dirà il resto".

All’interno dell’opposizione non tutti, inizialmente, condividevano l’ipotesi delle dimissioni formalizzate davanti al notaio: figure come Francesco Angiolani e Andrea Carannante hanno spinto invece per una strada più politica, puntando sulla presentazione di una mozione di sfiducia. Una linea che ha trovato consenso e si è tradotta in un documento sottoscritto dai tre consiglieri di Forza Italia e da altri cinque esponenti delle minoranze.

All’appello manca Piergiorgio Brigati, ma appare improbabile che l’ex vicesindaco possa, da solo, garantire la tenuta dell’esecutivo. A rendere il quadro ancora più fluido circolano inoltre indiscrezioni su possibili dimissioni di Salvatore Alongi: un’eventualità che aprirebbe le porte del consiglio comunale a Paola Tumiati, considerata vicina a Forza Italia.

La seduta consiliare chiamata a esaminare la mozione dovrà essere convocata entro il 5 marzo. Qualora l’amministrazione cadesse in questa finestra temporale, si aprirebbe la strada a un ritorno alle urne già in primavera, preceduto da un breve periodo di gestione commissariale. Resta comunque una costante della politica rapallese l’imprevedibilità degli sviluppi.

Nel frattempo la sindaca Elisabetta Ricci continua a confrontarsi con i suoi collaboratori più stretti nel tentativo di valutare le prossime mosse. A chiedere apertamente un passo indietro della prima cittadina è Andrea Carannante, che attacca senza mezzi termini: "Ricci non governa e non dialoga, ha smarrito il contatto con la città. Da tempo i cittadini ci chiedono un segnale chiaro: porre fine a questa esperienza amministrativa prima che produca conseguenze ancora più gravi. La sfiducia non nasce da calcoli, ma da una scelta di responsabilità politica che oggi assumiamo alla luce del sole".