Nella seduta del pomeriggio si è svolto il dibattito sullo stato di realizzazione della nuova infrastruttura nello scalo portuale di Genova.
Nel ricostruire i passaggi che hanno portato allo stato attuale dell’opera, Andrea Orlando (Pd) ha affermato: "Il Consiglio è la sede principale di confronto su tutte le opere di rilevanza significativa che vengono fatte in Liguria, a prescindere dalla modalità scelta per la realizzazione. La diga assorbe la stragrande maggioranza delle risorse a disposizione della Regione e questo rende i consiglieri ancora più responsabili. Le vicende emerse in tema di ambiente, di tutela del lavoro e di legalità chiedono trasparenza. Oggi vogliamo affermare il principio che l’aula consiliare è il luogo deputato alla discussione di questi temi. Non è tollerabile che si tenti di spogliare il Consiglio di questo ruolo". A ulteriore supporto di questa affermazione, il consigliere ha ricordato che si tratta di un’opera di rilevanza europea e che la Regione ha partecipato al finanziamento. Secondo Orlando, lo stesso Bucci, assegnando all’assessore Giampedrone la delega sulla diga, ha implicitamente riconosciuto che si tratta di un tema regionale. Orlando ha detto che si tratta di un’opera strategica per lo sviluppo del porto di Genova, ma ha ricordato che dal costo iniziale di 1,3 miliardi di euro si è arrivati a una cifra molto più alta a causa delle varianti e ha rimarcato che gli extra-costi sono stati oggetto di verifiche da parte della Magistratura e di osservazioni da parte di Anac perché «le varianti che si sono rese necessarie – date le criticità rilevate sui fondali - erano scontate, non problemi imprevisti». Secondo Orlando, in ultima istanza, «è imprescindibile che ci sia un confronto aperto, perché si tratta di un’opera fondamentale e i cittadini meritano informazioni trasparenti e rispetto della legalità".
Chiara Cerri (FI-Berlusconi), presidente della IV Commissione Territorio e Ambiente, ha proposto un approfondimento nella Commissione da lei presieduta, per effettuare un esame sugli aspetti tecnici a partire dal mese di settembre «per arrivare – ha detto - successivamente, ad un voto serio e consapevole in Consiglio».
Armando Biasi (Lega Liguria-Salvini), presidente della III Commissione Attività produttive, cultura, formazione e lavoro, si è associato alla proposta della presidente Cerri per effettuare un esame congiunto dell’argomento nelle due commissioni: «Occorre una importante riflessione tecnica - ha spiegato - a cui può seguire una riflessione di natura politica» e ha ribadito la disponibilità al confronto della maggioranza.
Accogliendo la richiesta della minoranza, l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha detto: «Per la parte che mi compete, sono disponibile ad andare in commissione e mi fa piacere consentire alla struttura commissariale di partecipare alla discussione tecnica. Distinguere il ruolo del presidente della Regione e il ruolo di Commissario non è un sofismo: è giusto che il progetto venga visto in commissione e poi in Consiglio; una volta acquisiti dai consiglieri tutti gli elementi necessari, si può discutere in Consiglio da un punto di vista politico. Orlando – ha sottolineato - ha pieno titolo e ragione a chiedere di discutere in aula e il Presidente Bucci ha sempre dato la piena disponibilità a partecipare a una seduta di commissione dedicata alla diga». L’assessore ha assunto, nel gennaio 2026, le funzioni di coordinamento e di impulso per conto di Regione Liguria, soggetto attuatore per la fase esecutiva dell'intervento relativo alla Fase B della nuova diga foranea di Genova.
Andrea Orlando (Pd) ha accolto la richiesta ma ha ribadito la necessità che, immediatamente dopo gli approfondimenti in commissione, la questione torni all’esame dell’Aula.
Selena Candia (Avs) ha spiegato che la richiesta della seduta straordinaria era motivata dalla mancata ammissione nell’ordine del giorno di una delle precedenti sedute di una interrogazione del consigliere Orlando sullo stesso argomento.
Stefano Giordano (Mov5Stelle) ha accolto con favore l’approfondimento in commissione ma ha ribadito la necessità di tornare poi in aula, ma ha avvertito: «Questo argomento va trattato con la massima condivisione e in modo trasparente».